La canapa potrebbe salvare la Calabria dall’inquinamento e dal dissesto idrogeologico

Purificare i terreni dalla diossina, grazie alle piantagioni di canapa risollevando le sorti dell’agricoltura calabrese.

 

CANNA (CS) – In Calabria occorre censire le terre incolte e permettere ai giovani di usufruirne. Abbiamo un equivalente di 9 mila campi sportivi abbandonati che possono rappresentare il mezzo con il quale fare il salto di qualità anche in termini occupazionali. L’agricoltura è l’unico settore che, durante la crisi, ha registrato segno positivo, ma non ci si può improvvisare agricoltori, occorre formazione. Il dissesto idrogeologico a cui stiamo assistendo è causato dall’abbandono delle terre. Si potrebbe investire in agricoltura invece si spendono milioni di euro per riparare i danni causati dalle alluvioni. È in questa direzione che gli amministratori devono sfruttare i fondi POR 2014-2020. Nel Programma di Sviluppo Rurale (PSR) sono già previsti quelli da destinare alla canapa. Bisogna costruire una filiera per permettere agli agricoltori di avere garanzie.

 

La canapa può essere usata per avviare una bonifica delle 409 discariche presenti sull’intero territorio calabrese. Non perdiamo questa occasione. Questa pianta, infatti, funziona come una sorta di pompa che assorbe dal terreno le sostanze inquinanti e i metalli pesanti, stoccandoli poi nelle foglie e nel fusto. Un ulteriore vantaggio della coltivazione della canapa è che la pianta, oltre che per bonificare i terreni, può essere impiegata successivamente per altri usi, come la bioedilizia e la produzione di olio. Un processo di purificazione del suolo in cui nulla va perduto. È quanto emerso nei giorni scorsi all’incontro La Canapa industriale come opportunità per l’Alto Jonio ospitato a Canna in provincia di Cosenza nel Palazzo Delle Culture. “Dobbiamo riscoprire la madre terra – ha affermato il Primo Cittadino di Canna, Panarace che ha promosso l’incontro – . Fare un passo indietro per riappropriarsi delle conoscenze del passato, applicarle alle nuove tecnologie e andare avanti investendo in agricoltura.

 

Le istituzioni devono lavorare per consegnare alle nuove generazioni le terre abbandonate ed incolte. I giovani devono ripartire dall’agricoltura e dal cibo perchè sono il motore dell’economia del mondo. Le coltivazioni di canapa – ha concluso Panarace – sono una nuova opportunità che si presenta alla Calabria, dobbiamo saperla sfruttare per avere riscontri in termini economici ed occupazionali”. Dall’alimentazione alla bioedilizia, dalla carta alla plastica, dal tessile al carburante, dai pannelli multiuso all’agricoltura fino alla medicina. Sono, questi, i diversi settori in cui può essere impiegata la canapa. A spiegane la produzione partendo dalla scelta dei semi fino ai vari tipi di raccolta, è stato Antonio Chiaramonte dell’associazione Punto Verde. L’obiettivo di Chiaramonte è quello di vincere i pregiudizi verso questo tipo di pianta. “La canapa apporta diversi benefici – ha spiegato al nutrito e curioso pubblico – . Sul terreno in cui viene coltivata favorisce la crescita di ortaggi e frutta; il consumo aiuta la vista, la pelle e le ossa, riduce l’invecchiamento e migliora le prestazioni fisiche; si rispetta l’ambiente perché è un vegetale”.