Circa sessanta persone rinchiuse in Sila nell’ex ristorante ‘Il Capriolo’, stabile sequestrato

Posti  i sigilli al centro per richiedenti asilo politico oggetto di diverse proteste da parte degli ospiti.

 

APRIGLIANO (CS) –  Circa sessanta persone erano state alloggiate in Sila nell’ex ristorante ‘Il Capriolo’ ad oltre dieci chilometri dal primo centro abitato. Quest’inverno erano state lasciate sotto la neve senza nè riscaldamenti nè elettricità. Questa l’accoglienza offerta dal CARA cosentino con una decina di donne somale rinchiuse in uno scantinato senza finestre e il resto dei migranti costretti a dormire tra i vani delle scale. Nel corso della mattinata odierna, la locale Squadra Mobile ha eseguito il decreto di sequestro preventivo della struttura ospitante il Centro C.A.R.A. ubicato in Contrada Spineto del Comune di Aprigliano. Il provvedimento di sequestro preventivo è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Cosenza, a conclusione delle indagini. Il centro ospitante richiedenti asilo è di proprietà di M.S. di anni 65; la stessa è gestita da Carmelo Rota, trentatreenne Presidente della Cooperativa Sant’Anna di Pedace nonchè assessore del PD nella giunta apriglianese, entrambi indagati per i reati di concorso in abuso edilizio ed altro. Nel cda della cooperativa pare vi sia anche Marco Morrone imprenditore famoso per le sue cliniche private, fartello del presidente del consiglio comunale di Cosenza Luca e figlio dell’onorevole leader di Forza Italia in Calabria Ennio Morrone. Il sequestro è stato emesso a seguito dell’attività di indagine svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Cosenza, intervenuta in occasione dell’ennesima rivolta posta in essere da alcuni ospiti agli inizi di Agosto i quali lamentavano la fatiscenza degli ambienti e le pessime condizioni sanitarie in cui erano stati costretti a vivere. Dall’attività posta in essere dal personale della Polizia di Stato è emersa una serie di abusi edilizi e false documentazioni. Inoltre, i locali della struttura sono risultati essere privi di Certificati di Agibilità e gravati da problemi igienico-sanitari derivanti da precari allacci alle reti fognarie. Le accuse rivolte dagli operatori del centro che attribuivano la causa delle rivolte alla violenza ed agli atteggiamenti rissosi degli ospiti denunciandoli per minacce e danneggiamenti vengono oggi rese meno credibili dalle evidenze portate alla luce dagli inquirenti.