Reflui fognari sversati nel mar Tirreno: sequestrati tre depuratori, sindaco denunciato

Sigilli alle pendici della Sila, nel cuore della valle del Savuto.

 

SCIGLIANO (CS) – La Guardia di Finanzia di Cosenza e del Corpo Forestale dello Stato del capoluogo bruzio, hanno sottoposto a sequestro, tre depuratori di acque reflue, completamente bypassati, che consentivano lo sversamento dei liquami della rete fognaria direttamente nel torrente Bisirico senza alcun tipo di trattamento. Il sequestro degli impianti e dell’intera area di pertinenza, pari a circa 3.500 metri quadri, è stato eseguito nel Comune di Scigliano. Le operazioni, portate a termine nei giorni scorsi, hanno permesso di individuare diversi scarichi di liquami fognari che confluivano senza alcuna depurazione, direttamente nel torrente Bisirico, affluente del fiume Savuto, che sfocia nel Mar Tirreno tra i Comuni di Nocera Terinese e Falerna. Oltre a scoprire che nel torrente venivano sversati i reflui dei condotti fognari non depurati, è stato riscontrato che i liquami, a causa della completa saturazione e non operatività delle vasche di decantazione, tracimavano, interessando inevitabilmente i terreni circostanti, inoltre, lungo il percorso delle acque è stato rinvenuto anche dell’eternit, rifiuto speciale che soggiace a rigide regole per lo smaltimento. Il sindaco Raffaele Pane che allo stato ricopre anche l’incarico di responsabile dell’Ufficio Tecnico, è stato segnalato all’autorità giudiziaria per le violazioni al Testo Unico dell’ambiente per gestione non autorizzata di rifiuti speciali.

 

Le strutture a cui sono stati apposti i sigilli sono tre manufatti adibiti a vasche di depurazione. In particolare il controllo degli uomini delle Forze dell’Ordine ha interessato le località “Pellara”, “Lupia” e “Piano d’Orlando”. Nella prima, dove confluiscono le acque reflue dell’abitato della frazione “Diano”, l’accertamento ha evidenziato la presenza di alcune vasche non funzionanti e prive di autorizzazione. Tali rifiuti allo stato liquido non subendo alcun processo di trattamento depurativo, venivano sversati in un fosso adiacente per poi finire in alcuni torrenti naturali. Nel secondo manufatto, o pseudo depuratore confluiscono le acque reflue delle abitazioni della frazione Calvisi, le quali anche in questo caso che senza subire alcun processo di depurazione sversano nel torrente Vallone del Monaco che successivamente si immette nel Fiume Savuto con conseguente danneggiamento ed alterazione dell’equilibrio chimico-fisico e biologico del corso d’acqua. Infine il terzo controllo è stato effettuato a “Piano d’Orlando” ad un manufatto che raccoglie le acque della linea fognaria delle abitazioni della frazione “Travers”. Acque che poi venivano sversate a cielo aperto nei terreni circostanti rappresentati da comprensori boscati di specie varie con limitrofi terreni agricoli.

 

In foto uno dei depuratori posti sotto sequestro