Terme Luigiane, è scontro totale. Scoppia la bagarre per la riappropriazione degli immobili

Attimi di tensione e momenti concitati mentre i comuni di Guardia e Acquappesa proseguivano nell’azione di riappropriazione dei beni e contestata duramente dalla Sateca che denuncia “pur in assenza di alcun provvedimento da parte dell’autorità giudiziaria, spogliati con la forza dai Comuni degli ultimi beni ancora legalmente detenuti”. Venerdì protesta davanti la cittadella regionale

.

ACQUAPESSA (CS) – Momenti di tensione e veementi proteste questa mattina alle Terme Luigiane dove oramai si sta consumando uno scontro totale tra la Sateca e le amministrazioni comunali di Acquappesa e Guardia Piemontese che hanno proseguito anche oggi l’azione messa in campo per la riappropriazione dei beni del compendio termale. Si tratta degli immobili in possesso dell’attuale gestore delle Terme, la società per azioni S.A.TE.CA., che però denuncia come, pur in assenza di alcun provvedimento da parte dell’autorità giudiziaria, sia stata spogliata con la forza dai Comuni degli ultimi beni ancora legalmente detenuti. Ad un centro punto sono dovute intervenire persine le forze dell’ordine per evitare che la situazione potesse degenerare e si arrivasse allo scontro fisico. Mentre era in atto una discussione, alla quale era presente anche il legale della Sateca, l’avocato Enzo Paolini che ribadiva ai sindaci come l’azione fosse illegittima, il primo cittadino di Acquappesa Francesco Tripicchio è caduto e gli animi si sono surriscaldati, ma tutto è poi rientrato velocemente.

Lo stesso sindaco di Acquappesa ha commentato la vicenda ribattendo a chi gli avrebbe dato del simulatore “la serenità non ha prezzo, cosi come la verità dei fatti, che non potrà mai essere scalfita e manipolata da chi, probabilmente, giudica per simpatie e non per come dovrebbe richiedere il diritto di cronaca e quella deontologia professionale, che, per alcuni – ed è cosa risaputa – è assai rara. Si nota perfettamente lo strattonamento nei miei confronti e la mia conseguente caduta, a causa della superficie bagnata e scivolosa sulla quale mi trovavo. Dunque, così come hanno potuto notare le decine di testimoni presenti e come si può notare dal video che posto (nei video in cui mi si vuol far passare per simulatore e si deride un amministratore pubblico, una persona perbene, con una superficialità ed un qualunquismo aberranti ed al limite della diffamazione via social e via web artatamente non si mostra la parte sottostante, su cui sono poggiato), se non ci fosse stata, sotto i miei piedi, una superficie scivolosa, non sarei certamente caduto a terra. Così come è chiaro, che, se l’avvocato della Sateca (ex giocatore di rugby), non si fosse avvicinato provocatoriamente e non mi avesse spintonato, nulla di ciò che si è purtroppo verificato, sarebbe accaduto. Hanno provato a buttarmi fango addosso. Ci stanno provando tutt’ora. Ma ogni cosa torna sempre al suoi posto! Ad ogni modo, voglio rassicurarvi: fortunatamente, non mi sono fatto nulla e, sempre fortunatamente, le operazioni di apprensione dei beni di proprietà dei comuni di Acquappesa e di Guardia Piemontese, nonostante i soliti tentativi di boicottaggio, sono proseguite regolarmente. Ps: l’aria pulita, non ha paura dei tuoni!

L’operazione di spoglio dei beni strumentali da parte delle amministrazioni era già iniziata il 5 febbraio scorso, con la seguente denuncia alla magistratura penale competente da parte della società che ribadisce come i sindaci, ancora una volta, non hanno rispettato l’accordo sottoscritto tra i Comuni, la Regione Calabria, la CISL, la S.A.TE.CA. e ratificato dal Prefetto di Cosenza nel 2019 che prevedeva, come avviene normalmente in casi di questo genere, che l’attuale gestore continuasse ad operare fino al subentro del vincitore della gara che i Comuni avrebbero dovuto effettuare. Purtroppo, il ritardo evidente nel fare la gara, attesa ormai da anni, e la spoliazione di S.A.TE.CA. dei beni necessari alla sua attività sanciscono la chiusura di una delle attività turistiche più valide e durature dell’intera regione con la conseguente disoccupazione dei 250 addetti e di tutti i lavoratori dell’importante indotto delle terme.

Inspiegabile il silenzio della Regione Calabria, proprietaria delle acque e che avrebbe secondo la normativa il dovere di vigilare sul regolare uso della risorsa, la quale dimentica che appena due anni or sono aveva approvato all’unanimità in Consiglio Regionale la mozione del n.140 del 22/01/2019 in merito alle Terme Luigiane. La mozione nelle sue conclusioni recitava così: “impegna la Giunta Regionale ed il Presidente della Regione Calabria a mettere in campo, senza indugio, tutte le iniziative atte a garantire il preminente interesse pubblico ed i livelli occupazionali, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente, al fine di evitare che anche alle Terme Luigiane tocchi la medesima sorte che ha interessato presidi produttivi del Tirreno Cosentino”. Il personale delle terme manifesterà presso la sede della Regione il prossimo venerdì, 19 febbraio, per mostrare la propria rabbia per la chiusura immotivata di un’attività che ha sempre garantito lavoro e legalità mentre i sindaci non sembrano intenzionati a cedere di un millimetro.