Allevamento a San Pietro in Guarano, annullato il decreto di convalida del sequestro

Il Tribunale del Riesame di Cosenza ha annullato il decreto di convalida del sequestro e disposto la restituzione di tutti i beni sequestrati al titolare e proprietario dell’allevamento “Di Casa La Cava” di San Pietro in Guarano, specializzato in razze pregiate di cani da caccia.

SAN PIETRO IN GUARANO (CS) – Il 14 settembre scorso, la Sezione Carabinieri Forestale di San Pietro in Guarano aveva posto i sigilli all’allevamento, paventando irregolarità di carattere edilizio e in materia di smaltimento di rifiuti. Sequestro poi convalidato pochi giorni dopo dalla Procura della Repubblica di Cosenza, affermando le esigenze probatorie alla base del vincolo imposto.

L’Avv. Nicola Agrelli del Foro di Cosenza, difensore di fiducia dei La Cava, ha richiesto il riesame del provvedimento di convalida, impugnandolo innanzi al Tribunale della Libertà di Cosenza all’udienza del 14 ottobre che, con ordinanza depositata e notificata oggi, ha accolto le tesi difensive del legale, disponendo il dissequestro di tutte le opere sequestrate, argomentando sia in relazione alla inverosimile sussistenza dei reati contestati, sia sul pericolo ingenerato dal protrarsi di un vincolo che aveva oramai esaurito le sue esigenze probatorie e provocato un danno economico di rilievo, nonché e soprattutto, in quanto carenti i motivi addotti dalla Procura per fondare il sequestro dei box adibiti a ricovero degli animali e della cisterna di raccolta delle acque reflue.

Scrive, infatti, il collegio del Riesame, che “l’obbligo di motivazione deve essere modulato da parte del pubblico ministero in relazione al fatto ipotizzato, al tipo di illecito cui in concreto il fatto è ricondotto, alla relazione che le cose presentano con il reato, nonché alla natura del bene che si intende sequestrare”, ritenendo quindi che “il decreto debba essere annullato, risultando carente, in concreto, la necessità di mantenere in sequestro i beni ai fini di accertare le circostanze menzionate in decreto”. L’avvocato Agrelli ha espresso soddisfazione, perché con questo provvedimento, il Tribunale del Riesame di Cosenza ha messo un punto – quantomeno sotto l’aspetto cautelare – ad una vicenda incresciosa che stava danneggiando un’attività trentennale, fiore all’occhiello del mondo cinofilo cosentino, riconosciuto dalla Procura stessa perfettamente conforme alle normative in punto di gestione degli animali, consentendo la ripresa piena e totale delle attività dell’allevamento che al momento conta ben 72 cani, il cui mantenimento, sia in ordine al sostentamento, sia in ordine alla cura materiale e giornaliera degli animali, era stato, fino ad oggi, messo in pericolo dall’apposizione dei sigilli sulle opere.