Comunali San Giovanni in Fiore: confusione in vista delle elezioni di settembre

C’è un clima di confusione in vista delle amministrative di settembre in uno dei comuni più popolosi della Calabria

 

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Tra qualche settimana si dovranno presentare le liste per il rinnovo di diversi consigli comunali della nostra regione, e non passa inosservato quello della capitale della Sila, la città di Gioacchino da Fiore. Mentre si aspetta l’esito delle primarie del PD in programma per il 3 agosto (sempre più diviso, come ogni consultazione del genere del PD che si ricordi), l’attenzione è tutta puntata su una parte di centro destra targata Fratelli d’Italia.

Pare esserci una vera e propria lotta fratricida tra Antonio Lopez, meloniano della prima ora, consigliere uscente ed unico oppositore di Belcastro negli ultimi 5 anni con una performance nelle ultime regionali proprio nella lista di FdI, e Pietro Silletta, dirigente Anas scelto da un gruppo di neo fuoriusciti del PD (con a capo Antonio Nicoletti, già assessore della giunta Belcastro nonché vice segretario provinciale nell’ultima segreteria guidata da Luigi Guglielmelli, proprio del Partito di Zingaretti e uomo molto vicino al senatore dem, oggi IV, Ernesto Magorno).

La contesa riguarda lo scettro di candidato unico del centrodestra che Nicoletti e compagnia, vorrebbero toccasse a Silletta, a discapito di Lopez ma – secondo i ben informati – proprio quest’ultimo vanterebbe un imprimatur romano per la vicinanza di un congiunto alla ‘Giorgia nazionale’. Resta un altro nodo da sciogliere sempre all’interno della stessa area, ed è quello di Salvatore Mancina, già sindaco di Cerisano ed oliveriano di ferro (già candidato nella tornata elettorale del 2014 proprio in una lista a sostegno dell’ex presidente regionale), altro candidato del centrodestra che vanterebbe l’appoggio dell’assessore regionale Gallo per la sua vicinanza ad Angelo Gentile, esponente quotato nel panorama politico sangiovannese. Lo stesso Mancina pare voglia andare fino in fondo senza piegarsi ad alcun diktat. Di fatto ciò comporterebbe una lacerazione netta della compagine facente capo alla governatrice Santelli, che mai vorrebbe esordire alla prima tornata elettorale post elezione con una sconfitta nella roccaforte rossa. Anzi alla fine potrebbe decidere di metterci la faccia con una candidatura super partes calata dall’alto ma assai radicata sul territorio, che metta tutti d’accordo e raccolga anche consenso nel voto di opinione. Magari sarà donna, come lei.