Provincia
Lupo ritrovato a bordo strada in Sila: morte sospetta con cappio metallico

“Nel caso venisse confermata l’ipotesi bracconaggio, si tratterebbe del secondo caso nel mese di marzo. In piena emergenza Coronavirus, in Calabria non diminuiscono i casi di bracconaggio “
SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Un lupo morto è stato ritrovato con un sospetto cappio metallico, lungo la Statale 107 nel territorio di San Giovanni in Fiore, nel Parco Nazionale della Sila. Sarebbero stati i cittadini del luogo a notare la carcassa a bordo strada, in località San Bernardo e ad avvisare immediatamente la Polizia Provinciale del distaccamento di San Giovanni in Fiore, che è sopraggiunta sul posto. Il corpo del lupo è stato inviato all’Istituto Zooprofilattico per l’esame necroscopico, su di esso era presente un sospetto cappio che è stato sequestrato dagli agenti della Provinciale, che hanno avviato tutte le indagini del caso denunciando il fatto all’autorità giudiziaria.
“Sebbene non si possa escludere l’ipotesi investimento, il povero animale riportava quella che sembrerebbe proprio essere una trappola dei bracconieri – ha affermato il CABS, l’associazione di volontari esperti in antibracconaggio – Nel caso venisse confermata l’ipotesi bracconaggio, si tratterebbe del secondo caso nel mese di marzo; un primo lupo, infatti, era stato trovato nel Parco del Pollino e sulla stampa era stato affermato l’atto di bracconaggio”.
Secondo quanto reso dal CABS, nel mese di marzo 2020, ossia in piena emergenza Coronavirus, in Italia non vi è stata una sostanziale diminuzione dei casi di bracconaggio. Solo per restare nell’ambito dei Parchi Nazionali calabresi, dove cioè la vigilanza è ancora più specifica, si registra il caso di un uccellatore nel Parco Nazionale dell’Aspromonte. “In questo periodo e finché non sarà diversamente deciso dal Governo nazionale e dalle Autorità locali, non ci si dovrebbe spostare dalla propria abitazione, questo per ridurre il più possibile la diffusione del Coronavirus. “Evidentemente – ha commentato il CABS – l’arroganza del bracconaggio non ha in Italia limiti“.



















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