Corruzione elettorale e voto di scambio. L’ex consigliere Orlandino Greco a processo

Rinviato a giudizio l’ex consigliere regionale e sindaco di Castrolibero Orlandino Greco, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione elettorale e voto di scambio. A processo anche l’ex vicesindaco di Castrolibero Aldo Figliuzzi.

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CATANZARO – Il Gup di Catanzaro, Matteo Ferrante ha accolto le richieste della Dda di Catanzaro ed ha rinviato a giudizio (prima udienza fissata per il 6 ottobre) l’ex consigliere regionale del centrosinistra ed ex sindaco di Castrolibero Orlandino Greco accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione elettorale e voto di scambio. A processo anche l’ex vicesindaco del comune cosentino Aldo Figliuzzi. L’inchiesta della DDA è stata coordinata dal procuratore di Paola, Pierpaolo Bruni.

L’accusa si basa sulle dichiarazioni di alcuni pentiti di ‘ndrangheta del Cosentino che collegano i successi elettorali di Greco a Castrolibero al sostegno offertogli, in cambio di soldi e posti di lavoro, dalla cosca “Bella Bella” e dal gruppo criminale “Rango -Zingari“. Gli illeciti contestati agli imputati si riferiscono al periodo che va dal 2008 al 2013. Greco e Figliuzzi, che hanno sempre respinto tutte le accuse sono difesi dagli avvocati Franco Sammarco, Enzo Belvedere e Pasquale Naccarato.

 

“Dopo 5 anni finalmente potrò difendermi”

Affida a Facebook la sua reazione Orlandino Greco, non appena appresa la notizia del rinvio a giudizio “non sono bastati tre gradi di giudizio cautelari: il gip prima, il tribunale della libertà poi e infine la suprema corte di cassazione che hanno sancito la mia totale estraneità all’ipotesi di reato contestata – scrive Greco – per far adottare al gup l’unico provvedimento che avrebbe potuto adottare: una sentenza di non doversi procedere. Rimane l’amarezza di chi, pur sereno per la condotta istituzionale e politica adottata negli anni, è costretto ad assistere ad un disinvolto appiattimento sulle velleità di richiesta dell’ufficio di procura. Sono certo  – conclude – che il tribunale di Cosenza, che dal 6 ottobre giudicherà le medesime condotte già positivamente giudicate dai collegi che lo hanno preceduto, non potrà che suggellare la totale assenza di gravità indiziaria per i fatti per i quali sono imputato restituendomi la serenità e la giusta dignità“.