Autovelox Roseto Capo Spulico, il Comune risponde: “apparecchi validi e a norma”

“Si tratta di 5 verbali risalenti alla fine dell’anno 2019 aventi ad oggetto l’errore in questione, frutto di un mero errore umano. Tutto ciò, dunque, fornisce un’immagine completamente distorta della realtà”

 

ROSETO CAPO SPULICO (CS) – Il comune di Roseto Capo Spulico risponde con le dovute precisazioni alla denuncia effettuata, nei giorni scorsi, dal coordinatore regionale FAISA CISAL Autolinee private Siciliane, riguardo la validità del sistema di rilevamento della velocità installato lungo l’arteria stradale SS 106 di questo comune.

“L’apparecchio di rilevazione – si legge nella nota del sindaco Rosanna Mazzia e del comandante della polizia municipale Antonio Spina – di velocità T – EXPEED V 2.0 viene regolarmente sottoposto alle verifiche prescritte dalla normativa vigente. Gli accertamenti delle infrazioni al codice della strada vengono effettuati in maniera attenta e scrupolosa dal’ufficio di polizia locale al fine di garantire agli utenti della strada una sempre maggiore sicurezza e di prevenire comportamenti pericolosi e irrispettosi della legge. Ci preme sottolineare come la fattispecie segnalata sia frutto di un mero errore umano, che rientra comunque in una casistica assai contenuta, per come confermato dalle verifiche ed accertamenti richiesti ed effettuati da parte del comando di polizia municipale.

Si tratta, infatti, di 5 verbali risalenti alla fine dell’anno 2019 aventi ad oggetto l’errore in questione, nell’ambito di una casistica analoga che, comunque, non supera lo 0,16% circa rispetto al totale delle sanzioni  elevate dal dispositivo di controllo della velocità. Per questi casi si sta provvedendo perciò all’annullamento in autotutela delle suddette sanzioni, nonchè alla restituzione delle somme eventualmente pagate.

Preme sottolineare come la segnalazione di un mero inconveniente sia pervenuta all’attenzione di questo Ente attraverso una nota diffusa dagli organi di stampa, nella quale in modo roboante si grida allo scandalo, alla truffa e all’imbroglio (ovviamente sulla scia del più becero sentimento di odio che gli automobilisti hanno per le regole del codice della strada, che giova ricordarlo è una legge dello Stato). L’informativa ufficiale dell’episodio, infatti, è arrivata solo successivamente, a mezzo mail ordinaria, nella giornata del 10 febbraio 2020 a firma del coordinatore regionale FAISA CISAL Autolinee private Siciliane. 

Tutto ciò, dunque, fornisce un’immagine completamente distorta della realtà, lasciando intendere un intento speculativo di questo Ente nell’attività di controllo delle violazioni al codice della strada. Dati falsi e informazioni tendenziose lasciano intendere ai lettori che questa sia una prassi consolidata finalizzata ad un illecito arricchimento. Il rigore e la trasparenza, invece, sono punti cardine della nostra attività amministrativa e valori che difendiamo strenuamente e quotidianamente.”




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