Sommersi dai rifiuti “Il fallimento dell’Ato. Da lunedì stop allo stoccaggio a Calabra Maceri”

Con una nota congiunta FIT CISL Calabria e CISL Cosenza denunciano la gravissima situazione dei rifiuti nel cosentino che si ripercuote anche sulle aziende e sui lavoratori. A pesare sulla piena attuazione degli Ato e sul conferimento, la morosità dei comuni che nell’Ato di Cosenza supera l’80% dei 155 Comuni

.

COSENZA “Ato e sistema integrato dei rifiuti, ovvero storia di un’incompiuta, di ciò che doveva essere e non è. Una delle tante in Calabria e nel cosentino. La gestione associata tarda a prendere forma. Ritardi e diffide non scalfiscono gli amministratori pubblici, che troppo spesso non partecipano alle assemblee, anche se il rischio è lo scoppio di una vera e propria emergenza ambientale.  I Comuni si trincerano dietro una riforma mal partorita e la Regione punta il dito contro le amministrazioni morose. La verità è una sola: in Calabria il ciclo dei rifiuti non è proprio gestito, non c’è programmazione e si lavora sulle emergenze. La Regione ha scaricato le proprie responsabilità sugli Ato, lasciando ai Comuni la gestione di tutta la filiera, senza lasciare però nessuna infrastruttura, discariche di servizio ed eco-distretti, con un modello “discariche zero” che è esercizio retorico e slogan vuoto”. Lo scrivono in una nota il segretario di FIT CISL Calabria Gianluca Campologo e quello generale di CISL Cosenza Giuseppe Lavia

Comuni morosi e niente deleghe dalla Regione

“A pesare sulla piena attuazione degli Ato e sul conferimento nei siti di stoccaggio e nelle discariche –  scrivono è la morosità dei Comuni che nell’Atto di Cosenza supera l’80% dei 155 Comuni. La prova provata è che da lunedì 20 gennaio i Comuni dell’Ato di Cosenza non potranno più conferire i rifiuti presso Calabra Maceri perché la Regione Calabria non ha riattivato la delega al servizio alla società. Una mancata delega che si ripercuoterà negativamente nei confronti non solo dell’azienda ma anche dei Comuni che si troveranno sommersi dai rifiuti. Il cortocircuito interno agli Ato genera solo inefficienze. Le aziende si trovano con commesse non pagate e fatture inevase, una mancanza di liquidità che si ripercuoterà negativamente sull’elemento più debole della catena produttiva: i lavoratori. I ritardi si tradurranno in mancati stipendi. I cittadini con tariffe alle stelle e rifiuti per strada. Calabra Maceri intanto ha già sollecitato l’Ato al pagamento delle somme dovute e se ciò non dovesse avvenire emetterà fattura al Comune di Cosenza in quanto ente capofila dell’Ato. Il sistema di gestione dei rifiuti urbani in Calabria non funziona. E gli Ato sono la rappresentazione dell’ennesima scatola vuota priva di capacità decisionale e di operatività”.

Ancora troppi i rifiuti che finiscono in discarica

“Ad oggi – scrivono ancora le organizzazioni sindacali –  permangono gravi criticità. Nella nostra Regione su 770.000 tonnellate di rifiuti prodotti 427.000 tonnellate, pari al 55%, vanno in discarica, mentre la media in Italia è del 23%. Si continua a smaltire in discarica quasi metà dei rifiuti urbani, nessun territorio è ormai disposto ad accogliere nuove discariche e la situazione è critica in tanti centri; la raccolta differenziata non raggiunge mediamente le percentuali fissate; l’infiltrazione della criminalità è diffusa; il livello di morosità è elevato e crescente in molte aree. Prevale la logica dei veti, di un ambientalismo che professa economia circolare e confonde le piattaforme per il riciclo con le discariche del tal quale. Tutto questo produce gravi oneri ambientali, importanti costi economici connessi all’inefficienza complessiva del ciclo dei rifiuti e soprattutto mancate opportunità di sviluppo di una filiera industriale del riciclo. Senza una svolta – concludono – nessuno degli obiettivi in termini di riduzione della produzione dei rifiuti, riuso, recupero e riciclaggio, tariffazione puntuale dei rifiuti, con il calcolo delle tariffe in base al rifiuto differenziato prodotto appare conseguibile in tempi compatibili con la salvaguardia del territorio. Una sfida che attende il nuovo Governo Regionale”.