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Espropri del Comune di Amantea per recuperare l’antica Temesa

La cittadina tirrenica offre un esempio virtuoso di programmazione degli interventi tesi ad acquisire conoscenze e in futuro a promuovere il patrimonio culturale che la comunità locale ha ereditato dall’Antichità classica.

 

AMANTEA (CS) – La senatrice Margherita Corrado del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Cultura spiega come il Comune di Amantea, con la delibera di Giunta n. 147 del 30 ottobre scorso, ha licenziato un atto di indirizzo, rivolto all’ufficio tecnico comunale, per avviare la procedura espropriativa dell’area in località “La Principessa” ascrivibile all’antica Temesa, oggetto di una campagna di scavi curata dall’Università di Messina nel giugno 2010.

«La missione, svolta in collaborazione con l’allora Soprintendenza Archeologica e originata dalla scoperta fortuita di strutture murarie antiche nei lavori di allargamento di una strada interpoderale, vide il Comune ospitare generosamente a Campora diversi studenti, favorendo così le operazioni di scavo. Emerse, e fu poi ricoperta per garantirne la conservazione in attesa di disporre di ulteriori risorse, la parte ovest di un importante impianto termale. Per programmare l’indagine stratigrafica dell’intero complesso e dell’abitato antico al quale si suppone fosse correlato – spiega la senatrice pentastellata – il Comune ha dovuto mettere in conto di procedere all’esproprio delle particelle catastali interessate».

Come affrontare la spesa? «A giugno 2018, con una delibera consiliare, è stata introdotta l’imposta di soggiorno sul territorio comunale, applicata dal 9 agosto successivo. Il gettito derivante da quella, teste il Regolamento, può anche finanziare “la progettazione e realizzazione di interventi di recupero dei beni culturali”, in primis archeologici. Poiché ad oggi gli introiti della tassa di soggiorno hanno prodotto un gettito sufficiente ad assicurare l’eventuale indennizzo connesso alla espropriazione delle tre particelle dove insistono i ruderi già noti, la lodevole operazione ha potuto essere avviata, con l’intenzione di farne il punto di partenza di un’esplorazione sistematica delle antiche vestigia urbane. L’atto è subordinato solo ad eventuali rilievi del Ministero degli Interni, dato lo stato di dissesto finanziario in cui versa il Comune di Amantea».