Dipendente mobbizzato in municipio, il Comune di Mendicino: «Non è vero»

L’uomo ha diritto a ricevere risarcimento da circa 50mila euro

 

MENDICINO (CS) – In merito alla condanna del Comune di Mendicino al risarcimento di un dipendente vittima di mobbing il sindaco Antonio Palermo, i consiglieri di maggioranza e del gruppo Insieme per Mendicino forniscono la propria versione dei fatti. «Il dipendente in questione – affermano in una nota congiunta – aveva già citato in giudizio una prima volta il Comune per aver svolto mansioni superiori rispetto al suo inquadramento nel periodo che va dal 4 dicembre 2007 al 31 agosto 2015 quando a guidare il municipio come assessori in consiliature diverse erano Francesca Reda, Francesco Gervasi e Raffaele Vena. Il Comune per tale motivo è stato condannato in questa prima occasione a corrispondere al dipendente quasi 20.000 euro per differenze retributive. A seguito di ciò, all’interno di una riorganizzazione del personale finalizzata a rendere più efficiente la macchina comunale e i servizi resi dalla burocrazia ai cittadini, il dipendente in questione è stato assegnato ad altre mansioni, evitando di incorrere nuovamente nello stesso errore e senza, né nei suoi confronti né nei confronti di chicchessia, la benché minima volontà di dequalificazione professionale.

 

 

Anzi con l’intento esattamente opposto da parte del Sindaco e della maggioranza, visto che come tutti sanno la nostra amministrazione si è impegnata da sempre affinché i cittadini, veri datori di lavoro della struttura amministrativa, abbiano servizi di qualità, efficienti, senza ritardi, lungaggini burocratiche, tantomeno errori o distrazioni di qualunque sorte. Tuttavia, è accaduto che lo stesso dipendente abbia successivamente citato in giudizio una seconda volta il Comune e stavolta esattamente per il motivo opposto rispetto a quello per cui lo aveva fatto prima, ossia per “dequalificazione”, in altri termini per aver svolto, stavolta, attività inferiori a quelle previste dal suo contratto nel periodo da Marzo 2016 a Febbraio 2017. In questi giorni, come noto, il Comune è stato condannato al risarcimento danni per ben 47 mila euro. Occorre, inoltre, precisare che la sentenza di cui qualcuno parla senza forse averla letta, afferma che gli elementi addotti dal dipendente non consentono di ravvisare alcun “mobbing”, a differenza di quanto riportato da chi della menzogna ha fatto il suo tratto distintivo. Ora, pur rispettando come è sempre nel nostro stile le sentenze, annunciamo ricorso in appello in cui il Comune verrà difeso dall’avvocato Flavio Ponte, professore di diritto del lavoro all’Unical.

 

 

 

Detto ciò, ancora una volta ci troviamo di fronte alle strumentalizzazioni dell’opposizione. Infatti, i consiglieri Francesca Reda, Francesco Gervasi e Raffaele Vena sono stati assessori fino al 2014 quindi la colpa per la prima sentenza di condanna è totalmente a carico loro e di nessun altro. Peggio ancora la condizione del consigliere Francesco Gervasi che è stato assessore sia dal 2009 al 2014 con una prima giunta e poi, saltando la quaglia, di nuovo assessore dal 2014 al 2019, dunque egli ha due volte colpa in questa vicenda sia cioè per la prima che per la seconda sentenza di condanna. Infatti, come già chiarito, questa vicenda ha avuto inizio proprio quando chi oggi sbraita guidava il Comune. Da assessori in carica avrebbero, quindi, potuto evitare che ciò avvenisse, ma non lo hanno fatto. E non ci vengano a dire che non erano d’accordo con i loro rispettivi Sindaci perché farebbero offesa all’intelligenza di tutti i cittadini in quanto chi non è d’accordo con il proprio Sindaco, se è persona seria e coerente, si dimette ma non ci risulta che essi lo abbiano mai fatto. Anzi, le poltrone, questi signori, se le sono sempre tenute ben strette e ora che le hanno perse ne inventano una al giorno contro chi oggi governa la città. Ma i cittadini sono più intelligenti di quanto essi credano e lo hanno dimostrato relegandoli una volta ancora all’opposizione, dando fiducia ad un Sindaco e ad una maggioranza che hanno l’unica colpa di voler migliorare l’efficienza della macchina amministrativa e i servizi resi a tutti i cittadini”.

Vince causa per mobbing contro il Comune di Mendicino. Risarcimento di 50mila euro