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Sagra in Sila, per difendere un commerciante finiscono sotto processo per violenza

Un italiano e un romeno avrebbero usato violenza nei confronti dei finanziari durante un controllo a Camigliatello silano, finendo davanti al giudice

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COSENZA – L’accusa è di aver strattonato le forze dell’ordine per opporsi all’identificazione. L’italiano viene denunciato dopo avere difeso la ragazza davanti ai finanzieri, il romeno per aver messo le mani al collo dei militari. Oggi il giudice ha accolto la tesi della difesa (l’avvocato Francesco Acciardi) dell’imputato italiano assolvendolo perchĂ© il fatto non sussiste e condannando il romeno a sei mesi di reclusione. I fatti risalgono al 16 ottobre del 2016 a Camigliatello Silano quando M.P. di origini cosentine (oggi 51enne) e E.M.V. romeno (oggi 38enne) vengono denunciati e processati: l’italiano per essersi opposto all’identificazione della fidanzata, strattonando secondo gli inquirenti il finanziere. Il romeno, per avere strattonato e strappato di mano al finanziere il verbale di contestazione fiscale emesso a carico del suo datore di lavoro.

I finanzieri, arrivati per effettuare dei controlli, percorrendo via Roma nel centro di Camigliatello, notarono un commerciante ambulante intento nella preparazione e vendita di panini. Quest’ultimo avrebbe incassato i soldi dai clienti senza emettere il relativo documento fiscale. Fermato un cliente e chiesto lo scontrino, quest’ultimo non esibì la documentazione inerente l’acquisto di un panino (5 euro), perchĂ© non emessa dal commerciante. E infatti, sul bancone, non era esposto nessun misuratore fiscale o, in mancanza di quest’ultimo, il registro dei corrispettivi.

Il commerciante ambulante, dietro la domanda di esibizione della documentazione fiscale da parte dei finanzieri, rispose che all’interno di una Sagra non c’era nessun obbligo fiscale per poter preparare e vendere i panini. Insieme al commerciante ambulante era presente anche il romeno con tanto di grembiule e berretto intento ad aiutare l’uomo. Il commerciante, nel vedere stendere il verbale di contestazione da parte dei finanziari, iniziò ad alzare la voce strappando dalle mani dei finanzieri il proprio documento di identitĂ . Tra la folla di persone, si trovò ad assistere ai controlli una coppia di fidanzati che avrebbero interferito con l’operato delle forze dell’ordine. In particolare la ragazza avrebbe inveito contro i finanzieri dicendo “dovreste vergognarvi per quello che state facendo perchĂ© questa gente è da stamattina che sta lavorando…ed ora che mi fate? Tanto non potete fare niente”. Mentre uno dei due militari della guardia di finanza chiedeva l’esibizione di un documento per identificare la donna il fidanzato, secondo i militari, li avrebbe strattonati riprendendo il documento della donna e negando l’esibizione del proprio. Mentre la Guardia di Finanza tentava di risolvere la faccenda con gli avventori, il “dipendente romeno” del commerciante ambulante strappò di mano il verbale di contestazione riducendolo in mille pezzi. Il finanziere cercò di fermare il romeno ma quest’ultimo, dopo essersi dimenato, afferrò al collo il militare. Qui alcuni turisti ed avventori decisero di bloccare i due finanzieri per consentire la fuga al romeno.

Una storia che ha dell’inverosimile per come si conclude. Il commerciante ambulante negò di conoscere il romeno che gli stessi finanzieri identificheranno subito dopo come dipendente dal 2014 della ditta del commerciante. A chiudere il cerchio la presenza di una terza persona in quiescenza dal Corpo Forestale che seppur riconobbe il legittimo operato della Guardia di Finanza invitò i militari a non verbalizzare il commerciante che svolgeva solo il proprio lavoro. Per cui fu identificato anche l’ex appartenente al Corpo Forestale.

Durante il processo la difesa del 51enne cosentino, l’avvocato Francesco Acciardi, sentiti i finanzieri ha fatto emergere che, nella specifica condotta tenuta dall’indagato non sarebbe stato ne strattonato e né spinto nessun militare ma, in realtà, solo trattenuto per un braccio chiedendo il perché dell’identificazione della compagna. Il pubblico ministero aveva chiesto per i due indagati sei mesi di reclusione. Il giudice accolta la tesi della difesa del cosentino 51enne, ha pronunciata piena assoluzione perché il fatto non sussiste in quanto l’imputato non avrebbe utilizzato nessuna forma di violenza per impedire l’identificazione dell’allora compagna. Accolta, invece per il romeno, la richiesta di condanna a sei mesi di reclusione senza la sospensione della pena.