Il sindaco di San Fili a Zingaretti: “candidare Oliverio, andrebbe premiato non cacciato”

Il sindaco di San Fili, Antonio Argentino, docente dell’Università della Calabria, ha scritto al segretario del Pd, Nicola Zingaretti, chiedendo che per le prossime elezioni regionali il partito sostenga la candidatura del presidente uscente, Mario Oliverio.

 

SAN FILI (CS) – Antonio Argentino ritiene che Oliverio vada premiato e non cacciato: «Mi onoro di appartenere al popolo della sinistra – afferma Argentino nella lettera a Zingaretti – fin dal 1968. Dopo la prima tessera della Fgci, ho attraversato tutte le evoluzioni che quel popolo ha compiuto fino all’attuale Pd. Non mi sono mai vergognato di questa appartenenza. Oggi però qualcosa è cambiato. Ascoltando le dichiarazioni del Commissario del Pd calabrese, Graziano, con le quali ha posto il veto alla candidatura di Mario Oliverio alle prossime elezioni regionali, per la prima volta, ho provato vergogna. Non perché si pongono veti, in politica ci sono sempre stati, ma per le motivazioni e le giustificazioni addotte. Non si può dire ‘Oliverio ha fatto bene, ma…”, oppure “il tessuto politico si è deteriorato…” quindi non ha senso far svolgere le primarie. Ma in quale partito viviamo?».

«Se un suo appartenente ha amministrato bene, si premia, non si caccia! Se nel partito ci sono uomini che deteriorano il tessuto politico, vanno cacciati quegli uomini, non Mario Oliverio. Quale paura si ha delle primarie? Perché non fare esprimere il popolo della sinistra, che, caro compagno Zingaretti, non è stupido? Mi vergogno anche come calabrese! Sai perché? Finalmente questa regione ha trovato un uomo onesto e fattivo che ha faticato molto per invertire il declino economico e sociale della Calabri. Perché non premiare questo sforzo? A chi giova questo veto?”. “Non voglio tediarti – conclude il sindaco di San Fili nella lettera a Zingaretti – su argomenti che, ne sono convinto, conosci molto bene. Voglio solo chiederti di fare in modo che dopo 50 anni io non lasci il mio popolo. Se il popolo della sinistra non ha diritto di scegliere con il voto i suoi rappresentanti, significa costringere me e tantissimi altri ad organizzarci fuori dal Pd per sostenere una persona onesta e fattiva: Mario Oliverio».