Tragedia del Raganello, vescovo: “le parole rischiano di diventare retorica”

Tantissime persone hanno partecipato ieri sera alla fiaccolata in memoria delle 10 vittime della piena del Raganello. All’iniziativa anche il presidente Oliverio

 

CIVITA (CS) – Decine di persone, in silenzio, hanno preso parte alla fiaccolata a Civita per ricordare le vittime della tragedia delle Gole del Raganello, avvenuta il 20 agosto dello scorso anno. La fiaccolata è partita dopo la messa celebrata nella chiesa parrocchiale di Civita, alla quale erano presenti i parenti delle vittime ed autorità politiche, civili e religiose.

Forte il messaggio del Vescovo di Cassano allo Jonio, monsignor Francesco Savino: “Di fronte ad accadimenti come quello di un anno fa, dinanzi alle vittime delle Gole del Raganello, dinanzi ai familiari penso che le parole, anche quelle più significative, rischiano di diventare retorica e di aggiungere dolore al dolore. Io so soltanto che dinanzi a certi accadimenti, a certi eventi, sono più facili le domande, che sono tante, ma le risposte sono poche e quelle poche che ci sono sono risposte impotenti”.

Mons. Savino ha posto poi una domanda: “dove sono le persone care che non ci sono più? Parlando laicamente e umanamente, sono convinto che resteranno sempre nel cuore delle persone che le hanno amate profondamente. Ma cristianamente io so che Cristo ha vinto la morte e la resurrezione e la vita eterna rappresentano l’ultima parola pronunciata sulla nostra vita”.

“La mia presenza qui questa sera – ha detto ancora monsignor Savino – vuole attestare la vicinanza alle persone che hanno perso i loro cari. Sono accanto a loro nel dolore, sapendo però che questo dolore può essere in futuro foriero di speranza e di senso”

 

Oliverio: “non si potrà mai cancellare quella drammatica vicenda”

Anche il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio ha preso parte alla commemorazione delle dieci vittime della tragedia nelle Gole del Raganello. “Ricordo ancora con grande commozione – ha detto il presidente Oliverio,, accompagnato dall’assessore Maria Francesca Corigliano – la tragica giornata del 20 agosto 2018. È passato un anno e non si potrà mai cancellare quella drammatica vicenda in cui persero la vita dieci persone. Appena appresa la notizia, ero fuori per qualche giorno di ferie, sono immediatamente rientrato perché ho capito subito sin dalle prime notizie che mi venivano fornite dal Soccorso alpino e poi dal sindaco che si preannunciava una vicenda davvero senza precedenti, tragica. Furono ore durissime e voglio esprimere ancora una volta il cordoglio alle famiglie, cui ci stringiamo, che con grande compostezza e dignità hanno vissuto quelle ore di strazio, di profondo dolore. Voglio ringraziare il sindaco e la comunità di Civita che con grande dignità hanno sopportato quella sofferenza e hanno saputo andare avanti in quei momenti difficili, che mai potranno essere dimenticati”.

“Oggi è il giorno della preghiera e del ricordo delle vittime del Raganello e di vicinanza ai loro familiari e di rispetto per la mia comunità per tutto quello che hanno fatto un anno fa”. Lo afferma, in una dichiarazione, il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, in occasione del primo anniversario della tragedia delle Gole del Raganello. “La sobrietà e la solidarietà – aggiunge Tocci – rappresentano la testimonianza di vicinanza ai familiari delle persone che non ci sono più. Questa tragedia non verrà mai cancellata dalla nostra memoria. Abbiamo vissuto come comunità un anno di passione con grande dignità e grande senso di umanità. L’unica speranza é che nel rispetto della giustizia un giorno si possa conoscere la verità su quello che è successo”.

Sindaco: “è il giorno della preghiera”

“Oggi è il giorno della preghiera e del ricordo delle vittime del Raganello e di vicinanza ai loro familiari e di rispetto per la mia comunità per tutto quello che hanno fatto un anno fa”. Lo afferma, in una dichiarazione, il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, in occasione del primo anniversario della tragedia delle Gole del Raganello. “La sobrietà e la solidarietà – aggiunge Tocci – rappresentano la testimonianza di vicinanza ai familiari delle persone che non ci sono più. Questa tragedia non verrà mai cancellata dalla nostra memoria. Abbiamo vissuto come comunità un anno di passione con grande dignità e grande senso di umanità. L’unica speranza é che nel rispetto della giustizia un giorno si possa conoscere la verità su quello che è successo”.

Presenti i parenti delle vittime, costituitisi in un comitato che chiede giustizia “per una tragedia – ha detto la presidente, Teresa Santopaolo – che avrebbe potuto essere evitata”. Il rito é stato celebrato da papas Pietro Lanza, vicario dell’Eparchia di Lungro, che si é rivolto, in particolare, ai parenti delle vittime dicendosi vicino al loro dolore ed esortandoli alla preghiera. “Tutti siamo chiamati alla Santità – ha detto Papas Lanza – ma per ricevere questo dono occorre grande pazienza nel sopportare le difficoltà del cammino. La vita è come una Via Crucis”.




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