Regista tedesco a Tarsia per realizzare documentario e film sul Cimitero dei Migranti

Ad annunciare l’arrivo a Tarsia di un noto regista tedesco è Franco Corbelli di Diritti Civili: “la Calabria mostra al mondo il suo vero volto, solidale e accogliente”

 

COSENZA – “Il Cimitero internazionale dei Migranti, sempre più al centro dell’attenzione mondiale, commuove anche la Germania. Un noto regista tedesco ha preannunciato il suo arrivo a Tarsia, per la realizzazione di un documentario e per illustrare anche un progetto cinematografico (che presenterà ufficialmente a settembre ad una importante rete televisiva germanica) sul Cimitero internazionale dei Migranti, la più grande opera umanitaria legata alla tragedia epocale dell’immigrazione”.

A renderlo noto è il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della monumentale opera per la cui realizzazione lotta ininterrottamente da oramai 6 anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013. “Non vedo l’ora di essere a Tarsia per vedere da vicino e filmare questo grande progetto umanitario che, qui in Germania, sta commuovendo tutti”, ha scritto, tra l’altro, il regista tedesco a Corbelli.

“La Calabria, con questa grande opera umanitaria, mostra al mondo il suo vero volto, solidale e accogliente. Nel mondo, in tutti i cinque Continenti, su storici media internazionali, dal Brasile alla Francia, dai Paesi Arabi, alla Svizzera, dalla Germania all’Inghilterra, e con studi di archeologi inglesi (che stanno per essere pubblicati anche nella lontana Australia), con un libro (in uscita a settembre in Francia), con un report di studenti europei del Progetto Erasmus (realizzato due anni a Tarsia e presentato lo scorso anno al parlamento Europeo), la visita a Tarsia di artisti internazionali, come la star israeliana Noa, la campionessa e deputata Giusy Versace, continua a celebrare il grande valore del Cimitero dei Migranti, i cui lavori, a Tarsia, in Calabria, sono partiti alla vigilia di Natale, sabato 22 dicembre”.

“La grande opera di Civiltà, che sarà intitolata al bambino siriano Alan Kurdi, cancellerà la disumanità di corpi, senza nome, seppelliti (con un numerino, e dimenticati così per sempre) in tanti piccoli, sperduti camposanti, darà dignità alle vittime dei tragici naufragi, dando a tutti loro una dignitosa sepoltura, in un cimitero monumentale, unico al mondo, nel rispetto delle diverse culture religiose. La grande opera, grazie alla disponibilità del bravo sindaco Roberto Ameruso viene realizzata nel piccolo, accogliente comune di Tarsia, in un posto molto bello e fortemente simbolico, su una collina della Pace, un’area di oltre 28mila mq, immersa tra gli ulivi secolari, che resteranno, di fronte al Lago e al vecchio cimitero comunale, in parte ebraico, e a breve distanza dall’ex Campo di Concentramento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti, luogo di prigionia ma anche di grande umanità, dove, durante la guerra, nessuno degli oltre tremila internati subì mai alcuna violenza”.