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Belvedere, colpa medica: muore di tromboembolia, tre medici rinviati a giudizio

Non gli avrebbero fornito assistenza per ben otto ore in cui l’uomo sarebbe peggiorato  con il conseguente decesso

 

BELVEDERE (CS) – L’uomo era ricoverato presso la clinica Tricarico per eseguire un intervento chirurgico programmato. Dopo quattro giorni muore per il subentro di complicazioni. La famiglia si rivolge alla giustizia ed oggi tre medici dovranno presentarsi davanti al giudice e difendersi.

Ermete Francesco Bruni, 70 anni si ricovera presso la clinica Tricarico nell’ottobre 2016. Per lui era stato programmato (e quindi di routine e non di emergenza) un intervento chirurgico per asportare una massa tumorale al colon. Dopo quattro giorni dall’intervento, nella notte tra il tre e il quattro ottobre, il 70enne muore. Sopraggiunse un peggioramento a causa del quale i medici non seppero darsi una spiegazione. Da qui la richiesta della famiglia di far luce sul caso affidandosi alla giustizia e nelle mani di tre legali, gli avvocati Marco Amantea, Franco Locco e Oscar Musacchio. I consulenti nella perizia giurata scrissero che la causa del decesso era da ricondurre ad una tromboembolia venosa.

Le motivazioni avanzate dai legali parte civile accolti dal Gup Mesiti, hanno messo in luce due criticità importanti che portarono al decesso del paziente: omessa profilassi antitrombotica  che, secondo le linee guida nazionali deve essere effettuata entro le prime 24 ore e l’abbandono, sotto la forma assistenziale, del paziente da parte dei medici per ben otto ore, tra la notte del tre e del quattro ottobre prima della sopraggiunta morte.

Queste motivazioni hanno portato il Gup alla decisione del rinvio a giudizio per i tre medici Sionne, Picarelli e De Luca che dovranno ripresentarsi davanti al giudice nel mese di ottobre e dimostrare la loro innocenza ai fatti