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Bergamini, chiuse le indagini: dopo 30 anni si avvicina la verità

Reparto investigazioni scientifiche: le simulazioni su scarpe, orologio e catenina hanno fatto la differenza durante le indagini

 

CASTROVILLARI – Sono terminate da qualche giorno le attività investigative. Terminati gli interrogatori si è alla fase finale dell’inchiesta sul caso Bergamini. Dopo trent’anni e dopo due precedenti archiviazioni, si avvicina la verità. La Procura di Castrovillari ha terminato una lunga e complessa attività investigativa, raccogliendo gli ultimi elementi per decidere. E nei prossimi giorni potrebbero essere resi noti gli sviluppi sugli indiziati, che dovrebbero essere tre.

L’inchiesta ter sulla morte del calciatore del Cosenza Denis Bergamini, un anno e mezzo fa, ha potuto proseguire grazie agli esiti della superperizia disposta dai pm di Castrovillari.

È dall’esame autoptico dopo la riesumazione che si è appurato che alcuni elementi non collimavano con l’ipotesi del suicidio di Bergamini. Ipotesi che era stata ritenuta valida nelle due antecedenti inchieste, che per questo furono archiviate.

Questo è il passaggio fondamentale della superperizia, anticipato da Il Quotidiano del Sud nell’ottobre del 2017: «L’exitus del signor Donato Bergamini è attribuibile, con elevato grado di probabilità, alle lesioni da scoppio causate dallo schiacciamento addomino-perineale con conseguente eviscerazione degli organi e rottura di vaso arterioso, a sinistra, in soggetto in liminae vitae, già morto per asfissia meccanica». Ed ecco che la Procura di Castrovillari ha svolto tutta una serie di approfondimenti investigativi dopo ben 30anni. Il risultato della superperizia, se da un lato ha indebolito l’ipotesi del suicidio del calciatore del Cosenza, dall’altro ha rafforzato una precedente perizia del Ris di Messina, svolta nel 2012. I risultati di alcuni accertamenti del Ris risultarono incompatibili con l’ipotizzato suicidio di Bergamini.

Scarpe, orologio e catenina hanno fatto la differenza durante le indagini.

Il Reparto investigazioni scientifiche ha avviato delle simulazioni. Se il calciatore si fosse buttato sotto il camion in transito, le scarpe, la catenina e l’orologio indossati avrebbero dovuto subire danni da strisciamento sull’asfalto. Al contrario, invece, gli oggetti trovati addosso al cadavere, erano tutti intatti.

Denis Bergamini morì il 18 novembre del 1989, sulla statale 106 jonica, all’altezza di Roseto Capo Spulico. E sulla base della testimonianza dell’allora fidanzata, fu dichiarato morto per suicidio: si sarebbe buttato sotto un camion in transito, dopo essere sceso dalla sua auto, su cui stava viaggiando con la fidanzata. Anche la deposizione del camionista coinvolto non portò a ricostruzioni alternative.