ASCOLTA RLB LIVE
Search

Spezzano Albanese, tentano estorsione ad un medico. Due giovani in manette

Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri di Spezzano Albanese e del nucleo operativo di San Marco Argentano. Si tratta di due giovani e di un terzo soggetto denunciato

 

SPEZZANO ALBANESE – Hanno tentato di estorcere denaro ad un medico, ma sono stati arrestati in flagranza di reato. Si tratta di E.G. di 29 anni  e P.A. di 25 e un terzo soggetto è stato denunciato. Tutti sono di Spezzano Albanese. Gli indagati avrebbero minacciato la vittima nel tentativo di ottenere una somma di denaro, 6.000 eurosulla scorta di una pretesa creditizia giuridicamente infondata a saldo di un inesistente credito.

Il libero professionista, anch’egli di Spezzano Albanese e la sua famiglia, stanchi delle continue richieste dei due giovani hanno chiesto aiuto ai carabinieri. I fatti risalgono al maggio scorso quando i due soggetti si sono recati presso l’abitazione della famiglia della vittima e, con tono minaccioso e aggressivo, avevano chiesto loro il saldo di un inesistente credito iniziale di 4.000 euro. Non contenti e soddisfatti del primo incontro, i due ragazzi a distanza di 10 giorni circa, si sono recati questa volta presso lo studio medico della vittima alla quale, in un primo momento hanno chiesto il pagamento sempre di un presunto credito di 6.000 euro, facendo presente che se non avesse provveduto nell’immediatezza, il credito sarebbe cresciuto arrivando a 30mila euro. Il tutto accompagnato da minacce nei confronti nei confronti della vittima e dei suoi familiari. Ma anche in questo caso il tentativo è andato a vuoto grazie alla ferma opposizione delle vittime.

Ma all’ennesima richiesta di danaro accompagnata da chiare minacce di far intervenire altre persone, la vittima ha deciso di cedere alle richieste estorsive, programmando un incontro con uno dei due giovani. Solo che all’appuntamento si sono presentati i carabinieri. Dopo aver monitorato l’incontro tra i due uomini, sono intervenuti immediatamente dopo la riscossione del denaro trovando P.A.  in possesso delle banconote che gli erano state consegnate dalla persona offesa, i cui numeri di serie erano stati preventivamente appuntati dai militari dell’arma. Oltre a lui hanno arrestato anche il complice, E.G. che era  rimasto a bordo di un’autovettura ad attenderlo.

I gravi indizi di colpevolezza, acquisiti nell’ambito delle indagini coordinate dal Procuratore capo della Repubblica di Castrovillari Facciolla, e al sostituto Continisio,  hanno poi portato all’applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti dei due indagati. proseguono le indagini dei carabinieri al fine di verificare il coinvolgimento di altri soggetti.