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Libera mette radici anche a Cassano

Il presidio appena inaugurato a Cassano, è intitolato a Fazio Cirolla, vittima uccisa per errore dalla criminalità organizzata nel 2009

 

CASSANO ALL’IONIO – Carmen Campanella è la referente del presidio di Libera, eletta per acclamazione dai soci aderenti, nel corso della cerimonia tenuta nella basilica minore di Cassano. È intitolato a Fazio Cirolla, vittima uccisa per errore dalla criminalità organizzata nel 2009. La gestazione del presidio di Libera a Cassano comincia da lontano ed è stata preparata dal vescovo monsignor Francesco Savino, il quale è stato il primo parroco in Puglia a costituire un presidio di Libera di intesa e in collaborazione con don Luigi Ciotti. In cattedrale, presenti numerosi rappresentanti delle forze di polizia, di cittadini, di associazioni e di laici. Ha aperto i lavori don Ennio Stamile rappresentante in Calabria di Libera. Per il prefetto di Cosenza Paola Galeone: «Bisogna crescere insieme sul vostro territorio, dobbiamo essere tutti compagni di viaggio: i cittadini, il vescovo, i commissari straordinari che amministrano il comune di Cassano e, oggi, anche il presidio di Libera». Entusiasta il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Annapaola Porzio: «Grazie a voi tutti, cittadini e associazioni, abbiamo potuto inaugurare a Cassano il presidio di Libera».

 

Il procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla ha fotografato la situazione sfilacciata e compromessa della società cassanese. Facciolla ha esortato tutti i cittadini di Cassano a difendere coraggiosamente la legalità e l’onestà dei cittadini liberi e onesti. Il commissario Mario Muccio – anche a nome dei commissari Guida e Pacchiarotti – ha in vitato i Cassanesi a prendere in mano coraggiosamente il proprio destino e a prepararsi ad eleggere democraticamente i propri amministratori. Monsignor Francesco Savino è certo che: «Il cambiamento della nostra storia derivi dal fatto di decidere da che parte stare: il presidio di Libera dovrà essere presidio di legalità contro l’indifferenza. Ha concluso don Ciotti: «Il futuro di speranza deve essere costruito insieme e insieme si deve condividere, e poi, il vangelo non si sventola ma si vive e si pratica». Fra i presenti anche i familiari di vittime della criminalità.