Operaio morto a Figline Vegliaturo, confermata l’assoluzione in Appello

Per i giudici di secondo grado gli imputati non sono responsabili della morte dell’operaio avvenuta nel 2009. In primo grado vennero assolti con formula piena

 

FIGLINE VEGLIATURO (CS) – La corte d’appello di Catanzaro ha confermato la sentenza di assoluzione del febbraio 2017 emessa dal giudice di primo grado di Cosenza,  Gallo, che aveva assolto due dirigenti d’azienda, Paolo Capuano e D’Andrea Giovanni, responsabili in materia infortunistica, dal reato di omicidio colposo di un dipendente dell’azienda (chiamata in causa come responsabile civile), Gabriele Crocco , a seguito del suo decesso avvenuto nel 2009. A parere della parte civile la sentenza andava riformata perché la morte del Crocco era connessa alle presunte condizioni pericolose nelle quali si svolgeva l’attività lavorativa della vittima. La corte d’appello ha rigettato l’appello della parte civile e ha accolto la tesi difensiva degli avvocati Pietro Perugini, Cristiano Baldini e Giuseppe Bruno confermando così l’assoluzione degli imputati.

 

L’avvocato Pietro Perugini

Per i familiari, Crocco era deceduto a causa di inalazioni di sostanze chimiche respirate durante lo svolgimento del suo lavoro in azienda ma i consulenti della Procura prima e della difesa dopo affermarono che non c’era nesso di casualità tra il tumore alla gola e quanto maturato durante le ore in azienda venendo a contatto con le sostanze chimiche.