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Cittadini si mobilitano per salvare la Badia di Paola dalla vendita

I cittadini di Paola si mobilitano contro la vendita del proprio patrimonio artistico e culturale ed hanno promosso per sabato alle 10 un incontro pubblico alla Badia

 

PAOLA (CS) – E’ stata lanciata anche una petizione  al grido di “Salviamo Badia“. Le origini del complesso monastico di Santa Maria di Valle Josaphat, comunemente detto Badia, risalgono al 1110, allorchĂ© lo stesso fu donato da Sica, vedova del signore normanno Roberto De Bibum, all’ordine cavalleresco di S. Maria di Valle Josaphat: un ordine monastico-cavalleresco sorto in Palestina durante la I Crociata. Donazione confermata da Federico II di Svevia nel 1221.

Le origini di Badia, quasi certamente risalgono all’XI secolo, con successivi rimaneggiamenti che l’hanno portata alla configurazione attuale: il complesso della Badia è composto da una chiesa con all’interno una colonna normanna, da una possente torre quadrangolare e da alcune strutture accessorie che fungevano da alloggiamento per i monaci ed i viaggiatori di passaggio. Tra questi, la storia annovera Riccardo Cuor di Leone, che pernottò alla Badia il 18 settembre 1190, in viaggio verso Messina ove si sarebbe imbarcato per partecipare alla III Crociata. Fu per un lungo periodo sede principale in Italia, o casa-madre, dell’Ordine cavalleresco di S. Maria di Valle Josaphat oltre che tappa significativa per i pellegrini che si recavano in Terra Santa, centro d’ospitalità per gli antichi cavalieri degli ordini cavallereschi gerosolimitani e luogo per lo scambio di merci con l’oriente.

Badia, alla pari dei piĂą importanti e piĂą produttivi complessi monastici fu vittima del nepotismo di papi e sovrani, con nomina di fedeli Commendatari vari. Contesa da vari ordini monastici, tra gli ultimi i basiliani, e i feudatari locali, gli Spinelli di Fuscaldo, fu via via svuotata della sua identitĂ  culturale utilizzandola come semplice fattoria per poi abbandonarla al nulla. Il declino è stato perciò inevitabile… senza alcun segno di ripresa fino ai nostri giorni!

Oggi, nonostante le ingenti somme di denaro investite dalla Sovraintendenza per il restauro, il millenario monumento rischia di essere sottratto definitivamente alla disponibilità dei cittadini paolani. Infatti l’Agenzia del Demanio che ha la proprietà di Badia dal 1921, ha avviato le prime procedure per la dismissione del Museo, che attualmente occupa la struttura, a carattere non permanente, e contestualmente avviato gli atti preliminari per la vendita. Badia, da quanto detto, è un importantissimo manufatto storico e culturale di Paola. Dopo Sotterra, il secondo per antichità delle sue origini. Facciamo in modo che resti proprietà di tutti noi, con adeguata valorizzazione a vantaggio della cultura del territorio che in Badia si riconosce, e con ovvi risvolti occupazionali non a carattere temporaneo, ma definitivo, e non privilegio di un solo fortunato acquirente.