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Da Sibari il Patto della Legalità, “la prevenzione parta dalla società civile”

Partecipato incontro ieri a Sibari, alla manifestazione “Patto della legalità per la Sibaritide” promossa a seguito dei tre atti intimidatori ai danni dell’imprenditore Luigi Sauve che da lavoro a 500 persone

 

CASSANO ALLO IONIO (CS) – “Ben vengano eventi come questo, perché oggi non si celebra un funerale, non siamo qui a commiserarci”. Lo ha detto Arturo Bova, presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, che ha partecipato, oggi pomeriggio, a Sibari, alla manifestazione “Patto della legalità per la Sibaritide”, promossa dall’imprenditore Luigi Sauve, che gestisce un villaggio turistico più volte preso di mira dalla criminalità con incendi e danneggiamenti. Sauve nei giorni scorsi ha scritto una lettera aperta per calamitare l’attenzione delle forze civili e delle istituzioni sui temi della legalità e della sicurezza, coniando anche l’hashtag #SenzaStatoMollo. “Vent’anni fa tutta questa gente non ci sarebbe stata, il giorno dopo un attentato – ha detto ancora Bova – e sottolineo che è la prima volta che tante forze operano davvero in sinergia”.

All’evento erano presenti anche il prefetto e i vertici delle forze dell’ordine del cosentino, oltre a Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, il vescovo di Cassano all’Ionio, Mons. Francesco Savino, e il procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla. Tanta la gente comune che ha voluto essere presente.

“Non è tanto importante la presenza della Commissione antimafia, ma quella di centinaia di persone, a testimonianza che c’è voglia di reagire”. Lo ha detto Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, presente alla manifestazione “Patto della legalità per la Sibaritide”. “Ci deve essere una reazione da parte dei cittadini – ha detto Morra – perché reprimere è un discorso, che può essere fatto soprattutto dallo Stato, ma prevenire è un altro discorso che può essere fatto da tutte le forze sane della società civile”.

“La parte sana di questo territorio è proprio quella che vuole reagire e non si rassegna. Non abbiamo bisogno di eroi, ma di cittadini che si impegnino”. Lo ha detto Eugenio Facciolla, procuratore di Castrovillari, partecipando alla manifestazione “Patto della legalità per la Sibaritide”, a Sibari. “Le istituzioni, senza protagonismi, devono coinvolgere la gente in una rivolta sociale – ha detto Facciolla – che in questi anni è mancata, l’abbiamo vista altrove, come in Sicilia, ma in questa parte della Calabria no”. “E perché questo non si è registrato? Perché – ha detto Facciolla – probabilmente siamo sempre distratti dalla criminalità mafiosa nelle sue estrinsecazioni principali, ma dobbiamo guardare a chi si arricchisce alle spalle della criminalità organizzata, che molte volte è un paravento: se ne parla per qualche giorno, poi non più, e chi fa affari li fa ancora dopo i gravi fatti che si vanno a verificare”. “Dobbiamo stare attenti a non cadere nel rischio di concentrarsi troppo sui fenomeni chiaramenti ascrivibili alla matrice mafiosa – ha detto il procuratore – perché c’è tutto un mondo sommerso ancora da penetrare e tutto da scoprire”.

“Lo Stato da queste parti è stato latitante – ha detto infine Facciolla – ma stiamo dando un segnale di tendenza completamente opposto e oggi diamo un messaggio alla collettività: di fidarsi delle istituzioni, della magistratura delle forze dell’ordine”.

 

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