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Summit Caputo-Rapani, ok al centrodestra unito ma la rottura resta

Troppe acredini, non c’è più feeling fra allievo e maestro. Il leader regionale di Fdi oggi detta le regole del gioco

 

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Lui sembra un bimbo alle giostre. Tutti lo cercano, tutti agognano un suo appoggio, a destra o sinistra che sia, perché l’importante è avere un “alleato” come Ernesto Rapani. In queste settimane lo hanno cercato un po’ tutti: Il coraggio di Cambiare dell’acerrimo “nemico” Giuseppe Graziano che in passato più volte lo ha pure querelato, le “Lampadine” ovvero il gruppo di consiglieri comunali, molti movimenti civici che si apprestano a concorrere alle prime amministrative della storia di Corigliano Rossano e, udite udite, finanche il suo ex maestro Giuseppe Caputo.

Un breve incontro di persona, accettato da Rapani, dopo mesi e mesi di “corteggiamento”, solo per cantargliele a quattr’occhi, per mettere sul piatto, insomma, le acredini del passato, che comunque rimangono lì, profonde nella memoria e nel cuore del leader regionale del partito della Meloni.

Una serie di episodi culminati nei veleni della campagna elettorale del 2015, le cui origini risalgono, probabilmente, al 2011, quando sotto l’egida dell’allora Pdl, Caputo scelse Antoniotti (poi eletto primo cittadino) piuttosto che Rapani per l’allora candidatura a sindaco.

Dopo quello “sgarro”, adesso è Rapani a “divertirsi” nei panni di leader regionale e locale di Fdi, alla cui porta Caputo, rimasto senza un partito alle spalle, sta provando a bussare da anni, anche a Roma, ricevendone sempre un “no, grazie”. La cicatrice, dunque, resta e resterà, come i rapporti non rapporti fra i due. Ciò non significa che Ernesto Rapani non proverà a ricongiungere i cocci di un centrodestra diviso in mille rivoli.

E torniamo all’oggi. In una nota stampa, il movimento politico Patto sociale – riconducibile certamente a Caputo che vorrebbe candidare a sindaco il suo ex delfino Orazio Longo – annuncia una «convergenza politica» con Fdi e Forza Italia. Sulla carta, certo. Figlia, spiegano, di incontri che stanno producendo «un’alleanza civica aperta al confronto ed al contributo di altri movimenti e soggetti sociali» e che a «gennaio annunceranno la squadra».

Ma se sulla carta si sostiene diplomaticamente una tesi, nella realtà gli atteggiamenti da leadership della coalizione centrodestrista di Patto sociale che si leggono fra le righe del comunicato, non esistono perché si potrebbero tradurre tranquillamente in accondiscendenza verso le linee guida tracciate da Rapani e Fdi.

Anche perché i meloniani non accetteranno mai condizioni o candidature calate dall’alto, seppur siano pronti alle primarie qualora vi dovessero essere più investiture alla carica di sindaco di coalizione, ammesso che nasca questa coalizione di centrodestra. Il che non vuol dire che Rapani si candiderà. Anzi, il portavoce regionale sta pensando da tempo ad una candidatura alle prossime elezioni regionali.

E per questo non ha di certo fretta poiché vorrà scegliere bene i compagni di viaggio. Tra questi potrebbe anche non esserci Giovanni Dima. Il dirigente regionale di Fdi da poco più di un anno, sembrerebbe troppo in simbiosi con Giuseppe Graziano per continuare a far parte stabilmente del partito della Meloni. Sarà così?

Luca Latella