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Fuscaldo, la messa di Natale e l’altare ‘prestato’ all’assoluzione del sindaco (AUDIO)

La vicenda dell’assoluzione durante la Messa di Natale a Fuscaldo, ha generato un susseguirsi di reazioni. C’è chi sostiene il parroco chi si appella al vescovo e chi chiede le dimissioni del sindaco Ramundo

 

FUSCALDO (CS) – Dopo l’assoluzione durante la messa di Natale da parte del parroco di Cariglio di Fuscaldo, Don Mauro Fratucci, nei confronti del sindaco della cittadina tirrenica, Gianfranco Ramundo, sono state diverse le iniziative a replica di quanto accaduto. “La messa dell’assoluzione e dell’ingiustizia” si è trasformata in una diatriba politica. Andrea Filella de “Il Futuro che vogliamo” aveva segnalato attraverso una nota a firma di un gruppo di minoranza quanto accaduto in quella strana notte di Natale, e da lì si sono susseguite una serie di repliche e risposte. Dapprima la Casil aveva addirittura invitato il vescovo NolĂ© ad allontanare il parroco di Cariglio per incompatibilitĂ  ambientale attraverso una nota del segretario generale Franco Scrivano. Secondo il sindacato infatti, il parroco in diverse occasioni avrebbe sostenuto Ramundo, che ricordiamo, è stato dapprima arrestato nell’ambito dell’operazione Merlino e poi scarcerato dal tribunale della LibertĂ , e comunque coinvolto in un blitz insieme ad altri soggetti politici, imprenditori e un dipendente comunale. Il parroco dunque avrebbe messo a disposizione del sindaco, l’altare per comiziare la sua autoassoluzione contro i “gravi addebiti della giustizia”, senza lesinare di affermare l’innocenza del primo cittadino. Insomma un appoggio ‘religioso’ che avrebbe avuto per molti il sapore della ‘benedizione e assoluzione‘ che deve arrivare però dalla Magistratura.

Tra le reazioni nei giorni scorsi quella del gruppo extraconsiliare “Cambiamo insieme” a cui – scriveva – per «tradizione e cultura non piace la demonizzazione incondizionata dell’avversario politico». Il movimento politico “Fuscaldo Europea” invece, capeggiato dall’ex sindaco di Fuscaldo, Davide Gravina avrebbe dapprima pensato di avviare una campagna di dialogo e confronto per mandare a casa gli attuali amministratori motivando così l’iniziativa: «la permanenza del Sindaco e della sua maggioranza all’interno dell’Ente è una offesa all’intera cittĂ . Vogliamo continuare ad essere “garantisti”, ma non consentiremo a nessuno di trascinare per “vicende personali” nell’immobilismo amministrativo il Comune di Fuscaldo».

E si fa riferimento anche ad iniziative pubbliche, con partecipazione popolare salvo fare un passo indietro poco dopo. Il movimento di Gravina infatti ha poi ‘bacchettato’ i consiglieri di minoranza Filella, Carnevale e Trotta, e Leta che hanno reso nota la vicenda qualche giorno dopo il Santo Natale ritenendo “la notizia totalmente falsa”, smentita da tutti tranne da quelli che il movimento politico definisce «i “quattro re magi” che hanno perso l’occasione per chiedere pubblicamente scusa a don Mauro e alla cittĂ  di Fuscaldo per essersi resi protagonisti di diffusione pubblica di falsità». E Fuscaldo Europea si stringe attorno al parroco Fratucci accusando i quattro consiglieri di aver «offeso la veritĂ  e l’intelligenza dei fuscaldesi. Ed infine, con il loro atteggiamento, in un solo colpo, sono riusciti ad essere isolati ed emarginati dalla comunità».

Ma sarĂ  davvero così? E così ancora una volta, Andrea Filella capogruppo de “Il Futuro che vogliamo” è intervenuto ai microfoni di Informattiva, su Rlb

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In una nota Filella spiega: «siamo soddisfatti della grande considerazione che è stata data ai fatti, da noi raccontati, sulla messa di Natale a Cariglio. Ciò che abbiamo riportato è il risultato di un clima di disagio e di confusione. Non è degno di nota che il primo cittadino rivolga gli auguri ai cittadini di Cariglio, non è irriverente che lo si faccia al termine della messa di Natale e nella casa di Dio; diventa offensivo se oltre al messaggio augurale si abusa per fare politica ed ancor di più per esaltare le proprie virtù».

«Non manca qualcuno che, pur di speculare ed apparire o meglio riapparire, diffonde informazioni errate o interpreta i fatti in maniera fantasiosa attribuendo all’opposizione consiliare, la sola riconosciuta “Il futuro che vogliamo” e “Fuscaldo è noi”, responsabilitĂ  che non gli competono e inutili accuse. La responsabilitĂ  è sempre di un altro…. ovviamente!. Non può essere ribaltato sull’opposizione consiliare se il Primo cittadino ha esagerato al termine della messa di Natale parlando di sue vicende personali. Ite missa est. Chi vuole si ferma chi non vuole se ne va».

«Nessuna negligenza – scrive Filella – può essere mossa al sacerdote se, nella sua omelia, ha pronunciato la parola ingiustizia ed ha parlato di assoluzione delle anime. Nessuna imperizia va mossa al sacerdote se il Sindaco Ramundo ha inteso inserire, oltre agli auguri ai cittadini presenti alla celebrazione eucaristica, l’argomento ingiustizia che avrebbe lui recentemente subito. Ci sembra che, da qualche mese, la prioritĂ  assoluta del nostro primo cittadino sia quella di convincere l’opinione pubblica che lui è innocente e che tutti i rilievi mossi dalla Procura di Paola siano non a lui attribuibili. Se i presenti alla celebrazione Natalizia hanno associato l’omelia del parroco al discorso, si al discorso, e non agli Auguri, del Sindaco ci sarĂ  anche un motivo. Entrambi hanno pronunciato la parola “ingiustizia“, chiaramente in contesti differenti. Se tutto questo accade è certamente riconducibile al clima di incertezza, di confusione e di stallo in cui è caduta la nostra comunità».

Il sindaco ‘invitato’ sull’altare

«Infatti è lo stesso Sindaco, Gianfranco Ramundo, in una nota ad ammettere di essere stato invitato a parlare sull’altare e nel suo “discorso” non ha esitato a porgere ai fedeli presenti gli auguri di Natale e a riprendere il suo monologo sulla sua innocenza, sulla sua trasparenza e sulla sua onestĂ . I contenuti posso essere interpretati in vario modo, ma il fatto, non v’è dubbio, è accaduto. Nessuno ha voluto processare il fatto accaduto. Nessuno ha voluto attribuire colpe. Nessuno ha voluto giudicare i comportamenti. Abbiamo raccontato i fatti che sono accaduti e che ci hanno segnalato. Il resto lo hanno fatto gli altri. Il vero problema, quindi, non sono i social network o quanto accaduto la notte di Natale, ma l’uso improprio che il Sindaco ne fa parlando, sempre, della legenda a cui lui si è molto affezionato. Quella del “Mago Merlino”. Abbiamo tutti compreso che si dichiara “innocente” quindi, sarebbe, forse, il momento di finirla e di aspettare che la giustizia faccia il suo corso. Un consiglio, come sempre, vorremmo indirizzare al Sindaco: Caro Sindaco non devi difenderti dai fuscaldesi, i quali hanno abbastanza chiaro quello che è accaduto, e forse ti hanno giĂ  “perdonato”, ma è opportuno concentrare i tuoi sforzi a difenderti nei luoghi appropriati».

«Se vuoi continuare a fare il Primo cittadino, occupati di quello che istituzionalmente devi occuparti, ed evita di continuare a creare ulteriore confusione nell’opinione pubblica. Non vuoi dimmetterti? Bene, ne prendiamo atto, ma fai il sindaco. Non è necessario continuare a raccontare ai cittadini quali e chi sono i cattivi e quali e chi sono i buoni. Concludiamo con una anticipazione: proveremo a mettere in pratica i vostri suggerimenti. In modo particolare quelli che ci hanno più colpito: “…seppellitevi…” e “…dimettetevi…”. Rifletteremo e pure tanto perché l’invito proviene da “Leoni della Prima Repubblica” e da un “Eccellente Politico” che ha scolpito una impronta indelebile nel nostro paese».