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Lavoratori precari paralizzano i servizi dei Comuni della provincia Cosenza

Gli ex lsu/lpu, che si occupano di diverse mansioni all’interno dei municipi, chiedono di essere stabilizzati con uno stanziamento da 50 milioni di euro rifiutato dal Governo

 

CASTIGLIONE COSENTINO (CS) – Prosegue lo stato di agitazione dei precari lsu/lpu in servizio presso i Comuni fino alla mobilitazione nazionale a Roma prevista per il 12 dicembre. Risulta praticamente impossibile erogare servizi essenziali alle comunità proprio per l’indispensabilità di questi lavoratori. Parte dei Comuni coinvolti nell’hinterland cosentino sono Castiglione Cosentino, San Pietro in Guarano, Casali del Manco, Luzzi, Malito, San Giovanni in Fiore, Rogliano, Mongrassano, Acri, Carolei, Bisignano e Rose. Il sindaco di Sant’Agata d’Esaro, Luca Branda, dal suo canto ha aperto le porte dell’aula consiliare facendola diventare sede di presidio permanente per i lavoratori precari. Lo stesso sindaco, la notte scorsa, è rimasto con i lavoratori che si erano organizzati portando delle brande nell’aula.

 

“A seguito del perpetrarsi di una situazione difficile e drammatica – afferma Branda –  come quella che si sta verificando a danno degli ex Lsu-Lpu calabresi, ai quali il Governo continua a non riconoscere un sacrosanto diritto non approvando gli emendamenti necessari per proseguire il percorso di stabilizzazione, e per sostenere questa battaglia umana per la dignità e per il diritto al lavoro di tante persone e per far sentire loro ancora più forte la nostra vicinanza, ho aperto le porte dell’Aula consiliare ai lavoratori”. Presidio, afferma il sindaco, che resterà “fino a quando non si avranno risposte concrete da parte del Governo”.

 

 

“I lavoratori ex Lsu e Lpu, le amministrazioni comunali e i cittadini calabresi hanno bisogno di certezze. Servono risorse, deroghe e garanzie. In una sola parola servono leggi approvate in Parlamento. Purtroppo non bastano solo dichiarazioni verbali o un post su facebook. E il Ministro Barbara Lezzi non può non saperlo“. E’ quanto si afferma in una nota del Nidil Cgil Calabria nella quale si precisa “che la protesta degli ex Lsu Lpu prosegue a oltranza con la tenuta di assemblee nei luoghi dove dove i lavoratori prestano la loro opera. Ieri il ministro per il Sud Lezzi, in Calabria per una visita già programmata, aveva incontrato una rappresentanza di lavoratori assicurando l’attenzione del Governo per la soluzione della vertenza.

 

 

“Noi non ci fermeremo – è scritto nella nota del Nidil – finché non avremo garanzie, certezze, leggi approvate. La protesta continua nei Comuni e se sarà necessario proseguirà a Roma con la manifestazione nazionale prevista per il prossimo 12 dicembre”. “Abbiamo comunicato a chi di dovere – sostiene Vincenzo Laurito, segretario generale comprensoriale del Nidil Pollino – Sibaritide – Tirreno – di continuare la lotta nei Comuni attraverso delle assemblee, ovviamente i lavoratori non garantiscono alcun servizio, in modo tale che i sindaci possano trasmettere al Prefetto quanto sta accadendo. La lotta continua, indietro non si torna”.

 

 

“Togliere qualsiasi speranza a più di 4500 lavoratori precari in Calabria è l’ennesima beffa che questo Governo mette in tavola per il Sud. Non è accettabile che i 50 milioni attesi per stabilizzare i tanti precari calabresi non siano rientrati nella manovra”. Lo afferma, in una dichiarazione, il senatore Marco Siclari, di Forza Italia. “Ripresenterò l’emendamento a favore degli Lsu-Lpu – prosegue Siclari – perché chi guida il paese deve avere la responsabilità di aiutare i lavoratori e le loro famiglie che da anni vivono nel precariato in attesa di stabilizzazione. Mi batterò con gli strumenti a mia disposizione per non far spegnere i riflettori su quella che in Calabria ha assunto da tempo le proporzioni di una vera e propria emergenza sociale: l’occupazione. Non si può continuare a vivere e morire di precariato – sostiene il parlamentare azzurro – il Governo ha il dovere di dare delle certezze a questi lavoratori e Forza Italia intende continuare a ricordare che il futuro della Calabria e di tutto il meridione deve essere una priorità perché se il Sud non decolla l’intero paese è a rischio”.

 

 

“Esprimo a nome di Sinistra Italiana Calabria la totale solidarietà ed adesione alle manifestazioni degli ex Lsu-Lpu. In queste giornate di mobilitazione è emersa la solitudine di un mondo lavorativo, fatto appunto di donne ed uomini che dura da circa venti anni e che trova corresponsabilità politiche estese ed inequivocabili“. E’ quanto afferma, in una nota, Angelo Broccolo, segretario regionale di Sinistra Italiana. “In realtà quanto sta accadendo – prosegue Broccolo – è la spia evidente di una maniera di intendere la svalorizzazione del lavoro, fino a renderne ben evidenti i contorni di totale precarietà e subordinazione al ricatto annuale della ‘proroga’ da utilizzare a fini elettoralistici e di propaganda. In realtà i circa 4500 lavoratori e Lsu/Lpu, spesso bistrattati e quasi derisi dalla vulgata dominante, garantiscono la funzionalità di decine di amministrazioni e servizi, disponendo dunque di un potenziale dissuasivo che in termini di rapporti di forza potrebbe diventare dirompente.

 

 

Basterebbe che le loro braccia si fermassero per una settimana per paralizzare le attività di intere comunità: dai trasporti degli alunni agli uffici tecnici ed anagrafici tanto per fare un esempio”. “Oggi sarebbe fuorviante e poco onesto – sostiene ancora il segretario regionale di Sinistra Italiana – attribuire alle forze di governo attuali le incongruenze di due decenni di atarassia, ma senz’altro le speranze riposte nel ‘cambiamento’ corrono seri rischi di essere disattesi. Invitando a non abbassare la guardia ed esprimendo la totale disponibilità in ogni sede, auspichiamo che la lotta continui, consapevoli che soltanto l’autonomia della lotta operaia può determinare quel salto di consapevolezza in grado di ripensare alle ingiustizie sedimentate nella nostra epoca”.