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Nuova 106, che ‘interesse’ hanno i deputati 5 Stelle di azzerare l’opera? (AUDIO)

Da Toninelli ai deputati pentastellati calabresi, è in atto il tentativo di fermare un ‘cambiamento’ atteso da oltre trent’anni.

 

COSENZA – L’impegno del CIPE del 28 febbraio 2018 è stato l’approvazione dell’ultima delibera che determina il finanziamento di 1,3 miliardi di euro per collegare a 4 corsie la Statale 106 da Roseto Capo Spulico  a Sibari, e quindi che vede per la prima volta per circa un secolo, la 106 ammodernata in Calabria, che da Taranto alla Basilicata lo è giĂ . Un iter lungo 20 anni arrivato finalmente ad una svolta ma che ora, il Governo gialloverde, ed in particolare alcuni esponenti parlamentari cinquestelle, tra cui il senatore Morra e i deputati Abate, Forciniti, Sapia e ScutellĂ , vogliono “modificare”. Questo accadeva a giugno.

“Noi ci siamo posti il problema: prima di modificare quest’opera  – spiega Fabio Pugliese, il presidente dell’Associazione Basta Vittima sulla Statale 106 jonica ai microfoni di Rlb – volete capire se si può fare? Ma loro non rispondono e noi ci rivolgiamo al CIPE che ci conferma ciò che temevamo, ovvero che qualsiasi tipo di modifica azzererebbe l’iter progettuale. Altri 20 anni di iter procedurale”.

ASCOLTA L’INTERVISTA 

“Questi parlamentari hanno il demerito di aver messo in discussione un progetto dopo che è stato approvato anzichè farlo prima. Non conoscono il progetto e dicono che non va bene per motivi campati in aria, che cozzano con tutte le analisi che sono state fatte da ben tre Ministeri – spiega Pugliese – che hanno approvato l’opera e i migliori tecnici italiani che ci lavorano. Abbiamo anche dimostrato che c’è una sorta di conflitto di interesse. Uno di questi onorevoli, ha un parente strettissimo che ha inviato un’osservazione al Ministero contro l’opera; osservazione che è letteralmente uguale e identica a centinaia e centinaia di osservazioni arrivate contro l’opera da “Turisti di Ferrara”. Non cambia neanche una virgola. E allora c’è una difesa dell’interesse personale di chi è contro l’opera a scapito di un’intera regione”.

“Sono allarmanti le dichiarazioni in politichese del ministro Danilo Toninelli in Calabria giorni fa. Lui non dice con chiarezza che si intende avviare l’opera senza blocchi o modifiche ma non dice neanche il contrario. Abbiamo fatto pertanto una richiesta pubblica al ministro e ai parlamentari che adesso iniziano a tornare indietro sui loro passi, perchè bersagliati da centinaia e centinaia di cittadini, compresi loro elettori, che non vogliono il blocco”.

“Noi siamo dell’idea che bisogna tenere altissima l’attenzione. Tutti i cittadini che sono migliaia, continuino a fare quello che stanno facendo da settimane ovvero bersagliare questi parlamentari per fargli capire che non siamo piĂą negli anni ’80 quando un parlamentare aveva la possibilitĂ  di difendere interessi di parte. Oggi si va in fretta, c’è bisogno di modernitĂ , di progresso e soprattutto di sicurezza”.

“Nei primi 3-4 mesi del 2019 dovrebbero partire i cantieri e dobbiamo tenere alta la guardia e dobbiamo far capire che qualsiasi ritardo non sarĂ  perdonato… alle prossime Amministrative, alle Europee e soprattutto alle Regionali. Sono ottimista – dice Pugliese – perchè ho capito che il 4 marzo non c’è stato solo un cambiamento governativo ma anche delle persone che si sono rotte le scatole, non c’è piĂą un elettorato fisso, ideologico: chi fa il suo dovere bene, chi non lo fa lo capirĂ ”.

Il primo report sulla mortalitĂ  sulla 106, il 22 ottobre a Catanzaro

“Intanto il prossimo 22 ottobre, all’hotel Palace di Catanzaro – annuncia Fabio Pugliese – sarĂ  presentato un rapporto unico nella storia della Calabria, ovvero il primo rapporto sulla mortalitĂ , avvenuta sulla 106 nell’ultimo quinquennio. Con tanto di geolocalizzazione, i periodi, i tratti piĂą colpiti. Un lavoro straordinario che sarĂ  presentato in un incontro al quale sono stati invitati tutti i parlamentari, tutti i consiglieri regionali, la Giunta regionale, i quattro Prefetti, i capi delle sezioni della Polizia stradale e soprattutto i sindaci dei comuni attraversati dalla 106”

I “Turisti di Ferrara”

Cittadini che si firmano “Turisti di Ferrara” e che sarebbero venuti a villeggiare in Calabria. Ma è proprio così? Sembrerebbe esserci una regia occulta che ha disposto quelle osservazioni (decine e decine) e pare che questo aspetto non sia stato sottoposto ad alcuna verifica. L’Associazione Basta Vittime, aveva chiesto all’onorevole ScutellĂ , di verificare la veridicitĂ  o meno che, sulle terre che verranno espropriate e dove è presente da anni un vincolo preordinato all’esproprio, siano state impiantate dai proprietari, delle colture al fine di cambiare l’uso di destinazione dei terreni, per ottenere un maggior compenso dovuto all’esproprio per pubblica utilitĂ  a danno della collettivitĂ  e se è vero o meno che queste colture – ammesso che esistano davvero – sono state finanziate dai privati oppure addirittura con fondi pubblici.

Delle oltre 350 osservazioni, la metĂ  arriva infatti da cittadini che risiedono fuori la Calabria, tra cui questi “turisti di Ferrara”. Da tempo l’Associazione “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” ha chiesto l’intervento della Magistratura per fare luce su queste particolari osservazioni. E la domanda che si rivolge è la seguente: perchè questi parlamentari hanno preso le difese dei “Turisti di Ferrara” e non dei cittadini calabresi?




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