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Furia del Raganello, polemiche sugli accessi al torrente

Non sono mancate le prese di posizione circa la pericolositĂ  di un modello di escursionismo “senza regole”. Solo a Ferragosto si è registrata la presenza di 650 turisti

 

CIVITA (CS) – É polemica sul sistema degli accessi alle Gole del Raganello, l’area ambientale tra canyon e forre, cui si deve, negli ultimi anni, lo sviluppo di un piccolo sistema turistico in almeno quattro comuni della zona del Pollino (Civita, San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara e Francavilla). E questo anche a fronte di gravi rischi come ha dimostrato la drammatica vicenda dell’onda di piena che ha provocato la morte di dieci escursionisti. Dai primi momenti successivi alla tragedia che si è consumata all’altezza del Ponte del Diavolo non sono mancate le prese di posizione circa la pericolositĂ  di un modello di escursionismo “senza regole”.

Alla bellezza degli scorci che la natura di questi posti regala ai visitatori fa da contraltare, infatti, il corso d’acqua che si insinua tra i monti e che può presentarsi, in caso di improvvise precipitazioni e piene non controllabili, con il suo volto piĂą feroce. Alle critiche avanzate da piĂą parti in queste ore risponde il sindaco di Civita Alessandro Tocci. “Stavamo lavorando – dice – assieme agli altri comuni interessati, San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara e Francavilla e con il supporto del Parco nazionale del Pollino, per una regolamentazione degli accessi alle gole del Raganello. Domani, dopo avere pensato alle vittime di questa immane tragedia, dovremo metterci intorno ad un tavolo per stabilire il da farsi”. Meno accondiscendente è Emanuele Pisarra, guida ufficiale del Parco, secondo cui “è mancato qualsiasi regolamentazione e qualcuno dovrĂ  rispondere per quanto Ă© accaduto. Non voglio nemmeno immaginare cosa sarebbe potuto accadere se una situazione del genere si fosse verificata solo pochi giorni addietro, a Ferragosto, quando c’erano in quei luoghi almeno 650 persone o in un altro qualsiasi sabato estivo”.

Si tratta di escursioni consigliate solo agli esperti: il lungo canale del corso d’acqua, che si incunea nei monti del massiccio del Pollino, si inerpica a volte in maniera repentina, regalando bellissimi scorci con cascate e rapide, ma diventando anche estremamente pericoloso in caso di piene improvvise. Piene causate, magari, da improvvisi scrosci d’acqua a monte. Secondo il presidente del Parco nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, “la tragica vicenda delle Gole del Raganello obbliga le istituzioni preposte a farsi carico di un’appropriata regolamentazione delle attivitĂ  nella valle del Raganello. Il Parco del Pollino – ha detto Pappaterra – ha una competenza residuale che Ă© quella di tutelare l’ecosistema di quell’area e non ha quindi certamente competenza in materia di accessibilitĂ  o di garantire la sicurezza ai fruitori”.




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