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Avrebbero potuto perdere la casa, famiglia salvata dopo 25 anni di incubo di aste

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Avrebbero potuto perdere la casa, famiglia salvata dopo 25 anni di incubo di aste

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Dopo 25 anni di esecuzioni immobiliari promosse da ben 5 banche, su tutta la proprietà, una casa in cui abitare, una famiglia contadina calabrese, in provincia di Cosenza, si sveglia dall’incubo e dalla disperazione di finire “in mezzo ad una strada”

 

SAN MARCO ARGENTANO (CS) – Una famiglia Contadina proprietaria di uliveti, vigneti, terreni e fabbricati, costretta a indebitarsi sin dalla fine degli anni 80, via via con 5 istituti di credito per la sopravvivenza a causa della scarsa redditività  dell’attività agricola estensiva, gravata da interessi proibitivi e condizioni contrattuali capestro, non è riuscita a far fronte agli impegni assunti e da oltre 25 anni è stata sottoposta a ripetute azioni esecutive con aste immobiliari permanenti senza poter contare su adeguata assistenza professionale sul territorio. Il Capostipite, colpito da “crepacuore”, anche per la disperazione mai palesata in famiglia, muore di infarto e l’intera famiglia resta in balia delle illegittime pretese delle Banche. Una proprietà che all’asta avrebbe fruttato circa 174 mila euro contro i 400 mila euro del valore reale

I Fatti illegittimi

L’intera proprietà contadina, casa colonica compresa, è stata conferita in garanzia ipotecaria per reggere le spese via via necessarie alla conduzione agricola ed i crediti concessi da 5 Istituti (tre Banche di caratura nazionale e due banche locali) con tassi di interesse da un minimo del 17% fino al 20% oltre a commissioni e spese aggiuntive che hanno letteralmente “strozzato” tutti i componenti della Famiglia e per di più in una epoca in cui mancava anche la protezione della Legge Antiusura (la N° 1081996) approvata successivamente alla concessione di detti prestiti: dal 1987 al 1990.

In preda alla disperazione, la Famiglia Calabrese, ormai con le valige dietro la porta in attesa di essere buttati fuori di casa, senza capostipite, con il solo duro lavoro manuale nei campi della Vedova ultrasettantenne per sopravvivere alla meno peggio, Figli e nipoti cresciuti che via via hanno assicurato la sopravvivenza con sostegno proveniente da altre attività intraprese, si è rivolta alla SOS UTENTI nazionale per chiedere aiuto a contrastare le continue aste immobiliari.

Il Presidente Onorario della SOS UTENTI, Dott. Gennaro Baccile, esperto giurimetrico, con una accurata analisi di tutte e 5 i rapporti bancari ha individuato numerose illegittimità commesse dalle Banche che hanno concesso credito riconducibili essenzialmente a: vietati patti anatocistici sulle aperture di credito in conto corrente; a applicazione di interessi ultralegali non correttamente pattuiti sui conti correnti affidati e sui contratti di mutuo; a commissioni e spese non rispettose delle previsioni normative a garanzia della trasparenza bancaria; nonché alle pretese di interessi di Mora eccedenti quelli massimi consentiti a seguito della entrata in vigore della Legge antiusura N° 1081996.

Le contestazioni e sorprese giudiziali

FOTO BACCILE a studioSpesso le disavventure economiche sgretolano le unità familiari e nel caso della famiglia calabrese, su tre figli, uno solo (oggi 47.enne) ha continuato l’attività contadina occupando e lavorando i terreni sin da adolescente. Questi non ha accettato la eredità alla morte del padre semplicemente perchè già la riteneva di sua proprietà e su parte della quale ha costruito la sua casa familiare. Gli  altri Fratelli e sorelle hanno  lasciato e abbandonato le proprietà continuamente sottoposte a aste giudiziarie con prezzi  base che sono scesi da oltre 400.000,00 € a poco più di 170.000,00 €.

La SOS UTENTI, con il coordinamento giurimetrico del Presidente Onorario Dott. Gennaro Baccile, e l’assistenza Legale dell’Avv. calabrese Giuseppe Monardo di Vibo Valentia, ha avviato una causa di usucapione a favore del Figlio contadino contro la Madre Erede e proprietaria dei beni all’Asta, difesa dall’Avv. Andrea Florindi di Ortona (CH) che ha continuato ad opporsi alle azioni esecutive portate avanti dalle 5 banche.

FOTO AVV. MONARDOCon provvedimento del 23 Luglio 2018, finalmente il Tribunale di Cosenza prima dichiara estinta la procedura esecutiva per mancata rinnovazione del pignoramento immobiliare trascorso il ventennio e dopo respinge la opposizione alle aste del Figlio contadino perché ritenuto carente di interesse a bloccarle in quanto le stesse risultano già bloccate ed estinte per inerzia delle Banche procedenti. E’ stata così evitata all’intera famiglia Cosentina di finire sul lastrico, ovvero sotto i ponti, e intanto si rimane in attesa della pronuncia di chi sarà il proprietario: la mamma, che ha ereditato dal defunto marito, o il figlio che ha rinunciato alla ereditata’  ritenendosi gia’ proprietario in virtu’ di usucapione su tutti i beni?

La pronuncia del tribunale del 2062018 dichiara che il figlio non ha nessun interesse a richiedere la sospensione dell’esecuzione immobiliare, delle aste che vanno avanti da circa 20 anni perchè il Trib. di Cosenza ha riconosciuto e dichiarato l’estinzione del pignoramento effettuato dalle banche che avevano concesso credito al de cuius padre. Le banche, a seguito di complessa articolata e astuta azione giudiziaria concepita dalla SOS UTENTI, che ha messo contro mamma e figlio non per l’eredità dei beni ma per  il titolo della proprietà dei beni sin dal compimento del diciottesimo anno  del figlio che lo ha sempre coltivato e lavorato come legittimo proprietario, hanno ritenuto inutile anticipare e spendere altri soldi per continuare le aste sui beni con il rischio  di non poterli vendere perchè di proprietà di un terzo (il Figlio) non debitore.

L’11 Ottobre 2018 intanto altra udienza per appurare se la proprietà dei beni è da attribuire al Figlio, giusta usucapione ultraventennale di ininterrotto possesso e esercizio diritti tipici del proprietario, oppure resta alla Madre ma non aggredibile dalle banche.

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