Cnr lascia Piano Lago, 17 dipendenti dell’Isn in stato di agitazione

Entro il 30 giugno il Cnr deve lasciare lo stabile, ma i locali dell’Unical non sono idonei: poco spazio per installare tutti i macchinari

 

PIANO LAGO (CS) – Hanno proclamato lo stato di agitazione i 17 dipendenti dell’Istituto di Scienze Neurologiche (Isn) di Piano Lago, nel comune di Mangone, nel cosentino, dopo la decisione da parte del Cnr di rimettere il contratto di locazione della sede attuale. Entro il 30 giugno, secondo il contratto, il Cnr deve lasciare lo stabile, e nei prossimi giorni dovrebbe iniziare il trasloco all’Unical, in una parte dei locali del polifunzionale, che un tempo ospitava la facoltà di farmacia. “Gli spazi dell’università – ha spiegato Mimmo Denaro, segretario regionale Flc Cgil – non sono idonei per le attività di ricerca che svolgono i lavoratori, perché sottodimensionati rispetto alle necessità di ricerca. Inoltre, non c’è lo spazio per istallare alcuni macchinari fondamentali, come la risonanza magnetica, necessaria nella diagnostica delle malattie del sistema nervoso.

Oggi i lavoratori hanno espresso le loro perplessità e dalla discussione sono emerse due alternative: ridurre gli spazi attualmente utilizzati all’interno della struttura, con un notevole ridimensionamento del canone di locazione o, con l’impegno della Regione Calabria, trovare spazi alternativi, consoni, però, all’attività di ricerca e senza smantellare l’equipe. Tra l’altro, anche il trasferimento dei macchinari ha dei costi esosi”. Al presidio organizzato oggi, all’interno del Cnr, erano presenti, oltre ai sindacati e ai lavoratori, anche alcuni sindaci dei comuni del Savuto, i quali sperano che l’attività dell’Istituto rimanga nella sede attuale. “Ci adopereremo, nei prossimi giorni – ha precisato Umberto Calabrone segretario generale Cgil Cosenza – per avviare un tavolo di concertazione con i titolari dello stabile, la Regione Calabria, i sindaci del Savuto e i lavoratori, in modo da cercare una soluzione che possa andar bene per tutti, principalmente per i lavoratori e per salvaguardare questa importante attività scientifica”.