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LA LETTERA – Bisignano: “cittadino indignato scrive per non tacere l’evidenza”

Riceviamo e pubblichiamo la missiva di un cittadino a seguito dell’incendio di un capannone agricolo avvenuto il 4 gennaio scorso ma anche del ritrovamento macabro nel fiume tra Bisignano e Torano 

 

BISIGNANO – “Non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria, ma neppure tacete l’evidenza. Tutti gli uomini con un minimo d’intelligenza davanti a qualsiasi perturbazione hanno l’obbligo di ricorrere all’analisi obiettiva per vivere in pace in una società migliore. Senza una chiara presa di coscienza della realtà in cui si vive qualsiasi individuo, perde la propria identità. Il risultato è la paura di fronte ad altri, più potenti e più ricchi. I pochi poveri e oppressi che si agitano e si ribellano sono puntualmente sopraffatti dai ricchi e dagli arroganti.

Gli uomini che non riconoscono il seme pericoloso e nefasto della concussione non hanno dignità e ciò vale soprattutto per chi ha compiti di responsabilità. Non è ammissibile che dopo l’incendio di un grosso capannone agricolo, si quantificano i danni riguardanti l’azienda privata senza verificare quelli subiti dai residenti che per diversi giorni hanno respirato un odore irritante proveniente dal luogo del misfatto. La coltre di fumo generata dalla combustione del capannone ha ristagnato sulle abitazioni contaminando tutto l’ambiente circostante anche per diversi chilometri.

In attesa che qualcuno verbalizzi chiaramente quanto accaduto nei giorni scorsi nel comune di Bisignano, considerando anche i nuovi fatti di cronaca provenienti da Rocca di Neto dove è andato in fumo un altro capannone di 800 rotoballe e mezzi agricoli e l’incendio dei cantieri nautici “Ranieri”, si prende atto, con inquietudine, che le preoccupazioni sulla sicurezza dei cittadini in molte circostanze finiscono per essere sottovalutate o completamente ignorate.

Mentre qualcuno preferisce sdrammatizzare i problemi che affliggono il territorio (con riferimento anche ai furti in abitazione, alle macchine incendiate e agli scabrosi cofani funerari ritrovati lungo il fiume Crati) le vittime di un sistema squilibrato subiscono anche le condanne e questo in una società civile non è accettabile”.

A.D.L.