Vestiti da operai agricoli rubano oltre 200 chili di olive, due arresti

Braccati dai carabinieri nell’uliveto in località Santa Venere. Il raccolto era stato occultato nel portabagagli di una Station Wagon

CASSANO ALLO IONIO (CS) – L’intento era di vendere la refurtiva al dettaglio e guadagnarci un po’ di soldi, ma il fiuto dei carabinieri conoscitori del territorio ha fatto scattare le manette per i due italiani, incensurati, originari di Cassano alla Ionio che dovranno rispondere del reato di furto aggravato in concorsoIl fatto è accaduto nel pomeriggio di lunedì nel fondo agricolo di Santa Venere. I due vestiti da finti braccianti erano all’opera per ripulire gran parte degli alberi. Avevano già riempito sei cassette, opportunamente occultate in macchina raggiungendo i duecento chili. Mentre erano alle prese con la raccolta, una pattuglia dei carabinieri della tenenza di Cassano rientrante nella compagnia di Corigliano Calabro diretta dal tenente Cesare Calascibetta, durante un servizio finalizzato al contrasto dei reati predatori, si è imbattuta nei finti operai che hanno destato sin dall’inizio sospetti per il loro modo di muoversi, troppo frettoloso e furtivo. Tra l’altro, conoscendo chi lavorasse in quella tenuta, non sembrava che i due facessero parte degli operai alle dipendente del proprietario del fondo agricolo.

Prontamente fermati ed identificati, i due italiani, alle domande dei carabinieri, si sono giustificati affermando di essere lavoratori autorizzati a compiere la raccolta direttamente dal proprietario del fondo. Ma il comportamento titubante ed incerto dei due finti braccianti ha spinto i militari a compiere più dettagliati accertamenti, da cui è risultata l’assoluta falsità delle affermazioni sostenute. il proprietario del fondo agricolo non aveva concesso alcuna autorizzazione. I due complici stavano semplicemente trafugando il raccolto dagli ulivi. I due italiani sono stati tratti in arresto in flagranza di reato,  così come disposto dalla Procura della Repubblica di Castrovillari diretta dal procuratore capo Facciolla. Le cassette recuperate, cariche di olive, dopo le formalità di rito, sono state restituite al legittimo titolare del fondo.