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L’Italcementi potrebbe diventare l”inceneritore’ di cento Comuni cosentini

Il sindaco di Castrovillari ha chiesto all’azienda di poter acquisire il cementificio per smaltire i rifiuti dell’area urbana di Cosenza e della fascia tirrenica

 

CASTROVILLARI (CS) – Uno storico cementificio potrebbe essere trasformato in un inceneritore. La Regione nei mesi scorsi ha invitato i sindaci dei Comuni del cosentino a manifestare la volontà di voler ospitare nel proprio territorio un impianto di smaltimento di rifiuti. Secondo il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti calabrese in provincia di Cosenza dovrebbe, a breve termine: riqualificare l’impianto di Rossano, realizzare nuove discariche che possano accogliere un totale di 30mila tonnellati di rifiuti l’anno e un impianto di trattamento che possa far fronte ai conferimenti dell’area urbana di Cosenza e della fascia tirrenica. Per ora nulla è stato definito, neanche il progetto del sito di Rossano. Solo il Comune di Acquappesa e quello di Castrovillari sembrano essersi resi disponibili ad accogliere a braccia aperte un inceneritore nel territorio di propria competenza.

 

La proposta di Acquappesa è però già stata bocciata in quanto non appare accoglibile, essendo l’area offerta in una posizione dal forte impatto paesaggistico-ambientale. Nel frattempo il sindaco di Castrovillari Domenico Lo Polito ha ottenuto dalla Italcementi il parere positivo per acquisire in forma di comodato quattro ettari all’interno dello stabilimento industriale per trattare i rifiuti del cosentino. Con un’interrogazione a risposta orale il consigliere comunale di minoranza Francesco Pellicano del Comune di Frascineto ha infatti ricordato che la stessa Regione Calabria ha chiesto alle amministrazioni “ad individuare e rendere disponibili tali siti raccomandando che ciò avvenga su proposta e con la condivisione del territorio”.

 

“L’eventuale impianto di Castrovillari, – sottolinea Pellicano – qualora non pervenissero altre disponibilità, potrebbe dover assolvere, da solo, alla domanda di trattamento dei rifiuti dell’area Cosenza‐Rende, della fascia tirrenica e dell’area del Pollino. L’attuale rete viaria si troverebbe a dover supportare il transito di mezzi di trasporto relativi al conferimento di oltre un centinaio di Comuni, compresi quelli di dimensioni considerevoli come Cosenza e Rende, con le ovvie conseguenze derivanti da problematiche come la dispersione di percolato. A tutto ciò si aggiunge l’impatto delle indispensabili discariche di servizio agli impianti di trattamento che, per la natura propria alla funzione, risulta conveniente, per le ovvie economie di scala, allocare in luoghi non distanti da quelli di lavorazione dei rifiuti.

Il sito in questione insiste su un territorio ad altissima valenza ambientale e paesaggistica: l’area del Parco del Pollino. Numerosi sono stati e sono gli interventi e gli investimenti pubblici, rivolti alla tutela e salvaguardia del patrimonio naturale, premessa di una nuova frontiera per lo sviluppo ecosostenibile del nostro territorio; ciò in controtendenza alle sfortunate avventure di imprenditoria industriale intraprese in passato e finite nella maggiore parte dei casi in maniera ingloriosa. Un significativo esempio di positività è costituito dal comune di Civita, che ha posto la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale, paesaggistico e architettonico alla base della propria azione amministrativa che, nelle manifestazioni finora messe in atto, sembra rivelarsi vincente.

 

Nei territori dei comuni di Castrovillari, Frascineto, Civita, Cassano Ionio, insistono la maggiore parte delle aree di eccellenza, che ospitano i vigneti del prestigioso Terre di Cosenza Sottozona Pollino Doc. Tali vigneti, posti a sud della Italcementi cominciano ad estendersi a poche centinaia di metri. L’attività vitivinicola costituisce una voce importante del Pil territoriale e considerevoli sono stati gli interventi e gli investimenti, pubblici e privati, atti a incentivare ed espandere il settore. Nell’ultimo periodo si registra un forte picco di interesse verso l’agricoltura e soprattutto verso il settore specifico, il quale ormai nel territorio costituisce uno dei pochi freni alla emigrazione massiva delle giovani generazioni.

 

Si desume che la natura dell’impianto non risulta assolutamente compatibile con l’area in questione, situata a ridosso di un territorio ad altissima valenza ambientale e paesaggistica, ad un paio di chilometri distante in linea d’aria dal centro abitato di Castrovillari ed a poche centinaia di metri da quello di Frascineto. I residenti saranno interessati, per la natura dei luoghi e la direzione dei venti, dall’inevitabile aria insalubre e carica del consueto olezzo acre e nauseabondo che comportano impianti di questo tipo (Frascineto in particolare modo è situata ad oriente del sito e quindi investita dai frequentissimi venti di tramontana con il loro eventuale carico micidiale). Le implicazioni potrebbero essere devastanti per le popolazioni coinvolte e risultare addirittura nefaste, qualora le dimensioni dell’impianto dovessero crescere per adattarsi alle esigenze di una popolazione che non fosse quella esclusiva del Pollino.

Le colture viticole e olivicole ne risulterebbero irreparabilmente danneggiate, quelle prossime nella sostanza ed il resto soprattutto nell’immagine; si innesterebbe un processo di inversione all’attuale progressiva espansione del settore, con conseguente enorme danno economico e sociale. Si chiede perché il Comune non abbia provveduto ad informare la popolazione di tale intento, visto che risulterebbe inevitabilmente parte interessata e coinvolta”. Il consigliere inoltre sollecita l’amministrazione a fornire informazioni per capire se vi siano attualmente altre proposte oppure se quella di Castrovillari risulti la sola avanzata fino a questo momento. Pellicano infine chiede di acquisire maggiori dettagli sull’ubicazione delle discariche di servizio che dovrebbero ospitare i rifiuti derivanti dagli scarti delle lavorazioni delle 6 linee di trattamento”. La risposta dovrà pervenire in un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza che, per ora, non è ancora stato convocato.

 

In foto la Italcementi di Castrovillari