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Terranova da Sibari, protestano 22 ex ammortizzatori sociali: “formazione e neanche un centesimo”

Sono sempre più esasperati i 22 lavoratori ex  percettori di ammortizzatori sociali in deroga, tirocinanti al Comune di Terranova da Sibari per la totale indifferenza da parte degli organismi regionali, circa il pagamento delle spettanze dovute e di cui ancora non hanno visto nemmeno un centesimo.

 

 

TERRANOVA DA SIBARI (CS) – Il loro percorso formativo è iniziato il 19 giugno scorso, e continua a passare nella più totale indifferenza sia da parte dell’Assessorato al lavoro della Regione Calabria che, della stessa INPS, in una sorta di gioco delle parti, in cui ognuno scarica sull’altro le proprie responsabilità. Frustrazione, rabbia, rassegnazione, disperazione: ormai i percettori non hanno più sentimenti da esprimere. Nonostante i continui solleciti e le continue richieste di ricevere ciò che spetta loro di diritto, ad oggi il nulla totale. Si sentono presi in giro dalle parole, che rimangono solo parole, alle quali non seguono i fatti reali e concreti.

La verità nuda e cruda è che, pur impegnati quotidianamente per 4 ore al giorno e per 5 giorni a settimana, da più di 4 mesi, tali soggetti, continuano ad essere esclusi da qualsiasi forma di sostentamento economico che penalizza e mortifica la loro stessa dignità di uomini e lavoratori.

protesta comune terranova sibariProprio ieri il Sindaco di Terranova da Sibari, Luigi Lirangi, ha voluto incontrare nella Sala Comunale di Palazzo di Città, i lavoratori impegnati all’interno dell’Ente, i quali hanno manifestato e partecipato al Primo Cittadino tutto il loro disagio e disappunto nei confronti della Regione Calabria, rivendicando i loro diritti e soprattutto chiedendo in maniera forte al Primo Cittadino, di attivare tutti i canali necessari, affinchè questa situazione incresciosa venga finalmente risolta. Lavoratori che vivono il disagio sociale per la mancanza di lavoro e rischiano soprattutto di rimanere fuori da qualsiasi forma di ammortizzatore sociale. Dal 19 giugno, quando hanno preso avvio i progetti formativi, per la loro prestazione i lavoratori non hanno ricevuto nulla di nulla. E la cosa grave è che nessuna luce si intravede alla fine del tunnel.

Nel rimpallo delle responsabilità, infatti, di certo c’è che il processo dei pagamenti di 800 euro mensili lordi è in piena fase di stallo. Una situazione che, tra l’altro, fa il paio con quella delle altre migliaia di colleghi tirocinanti, sparsi per la regione. All’avvio dei progetti era stata dipinta tutt’altra situazione, anzi la manifestazione d’interesse a cui avevano aderito i vari comuni calabresi, veniva presentata come un accordo pilota che avrebbe permesso di accorciare i tempi di pagamento delle indennità ai lavoratori, ex mobilità in deroga negli enti locali e imprese. E, invece, le solite questioni burocratiche fra Ministero del Lavoro, Inps e Regione Calabria ha mandato in tilt l’intero sistema. A rendere ancora più paradossale la vicenda, il particolare che i fondi, indirizzati a favore dei sussidi di disoccupazione, sono da tempo già a disposizione del Governo regionale, però chissà perché tutto resta fermo in attesa di chissà quale provvidenziale intervento divino.

Il Sindaco Lirangi, coinvolto in prima persona sulla vicenda da parte dei 22 lavoratori, ha espresso la sua più totale solidarietà, ribadendo al contempo il suo impegno e disponibilità ad affrontare la questione, anche attraverso il coinvolgimento dell’intera Amministrazione Comunale, ribadendo ciò che era già stato espresso con una lettera nelle settimane scorse, inviata al Prefetto di Cosenza, al Presidente della Giunta Regionale Oliverio, e all’Assessore al ramo Roccisano, affinchè si attivassero, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità nella risoluzione della vicenda. Una disponibilità piena ed incondizionata a farsi portavoce insieme agli altri Sindaci calabresi per promuovere una vera e propria protesta, che sensibilizzi gli organismi regionali a procedere al pagamento di quanto dovuto ai tanti lavoratori calabresi.

“Non si può chiedere a categorie sociali che già vivono il dramma della mancanza del lavoro di aspettare ancora – ha affermato il Primo Cittadino di Terranova da Sibari – si faccia tutto ciò che è necessario e si esca una volta per tutte da questa forma di ambiguità che sta creando malessere sociale fra tanti lavoratori che sono sull’orlo della disperazione. I lavoratori non sono più disponibili a tollerare oltre questo stato di cose, spero che si intervenga al più presto ma soprattutto che questo grido di allarme non rimanga ancora una volta inascoltato”.