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Papa Francesco proclama santo Angelo d’Acri. Oltre 6.000 calabresi in festa a San Pietro

La formula di canonizzazione del Pontefice pronunciata in piazza San Pietro alle 10.37, durante il solenne rito di santificazione di 34 beati davanti a migliaia di fedeli calabresi. Ad Acri scoppia la festa per il suo santo

 

ROMA – Era il 18 dicembre del 1825 quando, a conclusione di un lungo iter iniziato il 10 ottobre 1744, papa Leone XII celebrava il rito della beatificazione. Sono passati quasi 200 anni nei quali la fama di santitĂ  del Beato Angelo, specialmente tra gli acresi, non è mai venuta meno. Oggi finalmente Angelo d’Acri è stato proclamato santo. Durante la messa solenne in Piazza San Pietro gremita da migliaia di fedeli, 6.000 dei quali arrivati a Roma dalla Calabria (presente anche il sindaco di Acri Pino Capalbo), Papa Francesco ha pronunciato in latino la tradizionale formula di canonizzazione del frate vissuto fra il 1600 e il 1700: “Ad honorem Sanctae et individuae trinitatis, ad exaltationem fidei catholicae et vitae christianae incrementum, auctoritate Domini nostri Iesu Christi, beatorum Apostolorum Petri et Pauli ac Nostra, matura deliberatione praehabita et divina ope saepius implorata, ac de plurimorum Fratrum Nostrorum consilio, Beatos Angelo D’Acri Sanctos esse decernimus et definimus. Ac Sanctorum Catalogo adscribimus, statuentes eos in universa Ecclesia inter Sanctos pia devotione recoli debere. In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti Amen“.

Beato Angelo a Roma4

La formula tradotta in italiano: “Ad onore della Santissima TrinitĂ , per l’esaltazione della fede cattolica e l’incremento della vita cristiana, con l’autoritĂ  di nostro Signore GesĂą Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato piĂą volte l’aiuto divino e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell’Episcopato, dichiariamo e definiamo Santo il Beato Angelo d’Acri e lo iscriviamo nell’Albo dei Santi, stabilendo che in tutta la Chiesa essa sia devotamente onorato tra i Santi. Nel nome del padre del Figlio e dello Spirito Santo Amen”.

Papa Francesco

La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal Cardinale Angelo Comastri, Vicario generale di Sua SantitĂ . Ad accompagnare la liturgia solenne anche il coro polifonico San Giuseppe – Sant’Angelo di Acri diretto dal maestro Giustino D’Auria e quello della cappella Sistina. Domani i 50 elementi che compongono il coro polifonico acrese, parteciperanno anche alla celebrazione eucaristica di ringraziamento. Grande gioia per tutti i fedeli calabresi dopo la canonizzazione avvenuta proprio nella domenica in cui si celebra la festa di San Francesco d’Assisi. Angelo d’Acri, al secolo Luca Antonio Falcone, “l’angelo della pace” per il suo modo di comunicare ai fedeli alla proclamazione del Santo Padre è stato accolto da un lungo applauso. Nella santa messa officiata in piazza San Pietro il Santo Padre ha inoltre canonizzato“I bambini martiri di Tlaxcala” Cristoforo, Antonio e Juan tre bambini indigeni messicani (beatificati da San Giovanni Paolo II nel 1990), vissuti nel quattordicesimo secolo e uccisi nel 1527 e nel 1529. Santi anche Faustino MĂ­guez, sacerdote scolopio e fondatore dell’Istituto Calasanziano delle Figlie della Divina Pastora,Andrea de Soveral e Ambrogio Francesco Ferro sacerdoti diocesani,Matteo Moreira, Laico e 27 compagni tutti martiri trucidati in Brasile il tra 16 luglio e il 3 ottobre del 1645 durante la celebrazione della messa da un gruppo di soldati olandesi di confessione protestante.

Beato Angelo a Roma3

 

Il miracolo di Salvatore che ha dato il via libera alla canonizzazione

La canonizzazione del Beato Angelo arriva a seguito del riconoscimento della miracolosa guarigione di Salvatore Palumbo, un giovane acrese che nel 2010, poco piĂą che 17enne, uscì da un coma irreversibile a seguito di un terribile incidente stradale, dopo essersi schiantato contro un palo dell’Enel con il quad ricevuto in regalo dal nonno. La famiglia di Salvatore Palumbo, alla quale non erano state date speranze di guarigione del ragazzo, chiese ai Cappuccini di Acri una reliquia del Beato Angelo. Il cordone del suo saio fu posto sotto il cuscino del letto nella stanza di rianimazione dell’ospedale di Cosenza. La guarigione fu talmente repentina da essere dichiarata dagli stessi medici inspiegabile. Il riconoscimento del miracolo è avvenuto nel dicembre 2016. I familiari, con il supporto dei frati cappuccini e di Padre Pietro Amendola, decisero di rivolgersi alla Curia che, raccogliendo documentazioni e testimonianze, nel 2014 fece partire l’iter per verificare se la guarigione di Salvatore avvenne per intercessione. A dicembre la notizia che tutti spettavano: Papa Francesco ritenne attendibile il miracolo attribuito all’intercessione del frate cappuccino, ordinando la promulgazione del Decreto sul miracolo che ha dato il via libera alla canonizzazione avvenuta questa mattina a Roma.

Salvatore Palumbo

Acri in festa per il suo santo: al via 10 giorni di celebrazioni

Erano oltre 6.000 i fedeli calabresi presenti a Piazza San Pietro per la canonizzazione del frate cappuccino. Chi non è potuto recarsi a Roma per assistere dal vivo all’attesissimo evento ha guardato in TV, con la stessa commozione e trepidazione, la santificazione del Beato. Ad Acri, centro pulsante della devozione, è scoppiata la festa e la cittadina ai piedi della Sila si prepara a festeggiare il santo con un ricco programma di appuntamenti che culmineranno il 30 ottobre quando si chiuderĂ  con il ministro generale dell’Ordine dei Cappuccini, proprio nel giorno della memoria liturgica, cioè nel giorno in cui poi Sant’Angelo d’Acri sara’ sul calendario.

San'angelo d'acri

Sabato 21 ottobre, ore 15,30 nell’anfiteatro, celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Francesco Nolè, Arcivescovo della diocesi Cosenza-Bisignano. Dal 21 al 30 ottobre, novena con rosario e sante messe. Domenica 29 ottobre, vigilia in Basilica ed a mezzanotte celebrazione eucaristica con Frate Carlo Calloni, postulatore generale dei Frati minori di Calabria. Lunedì 30 ottobre, giorno della ricorrenza del santo, alle ore 18.00 la celebrazione eucaristica presieduta da Mauro Johri, Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini di Calabria. Nel corso della celebrazione il Sindaco di Acri e il Sindaco di Cetraro riaccenderanno, a nome dei rispettivi cittadini, la lampada votiva davanti all’urna di Sant’Angelo. Martedì 31 ottobre, processione del santo per le vie principali di Acri.

 

Per l’occasione la Basilica, sulla cui facciata è stata sistemata una gigantografia del santo, è stata oggetto di restyling che ha interessato i banchi, il pavimento ed alcune pareti. Accanto alla tradizionale fiera, quest’anno saranno presenti stand con oggetti che richiamano la figura del Beato Angelo. SarĂ  possibile, naturalmente, visitare il museo che custodisce le reliquie personali di Sant’Angelo. Le sue ossa, ricomposte, sono custodite all’interno dell’urna bronzea nell’ampia Basilica voluta da Padre Giacinto Osso di Belmonte e realizzata nel 1893. Accanto ad essa sono presenti il Convento dei Frati cappuccini, il museo, la cella, dove era solito riunirsi in preghiera e la casa cappella. Beato Angelo basilica

La storia di Lucantonio Falcone, oggi Sant’Angelo d’Acri

Era il 19 ottobre 1669 quando ad Acri, in provincia di Cosenza, nasceva Lucantonio Falcone. Poveri i suoi genitori, ma ricchi di virtĂą cristiane. Singolare, anzi forse unica, nella storia dei religiosi, fu la sua vocazione. A diciotto anni chiese ed ottenne di farsi frate cappuccino, ma oppresso da dubbi e incertezze per due volte lasciò il noviziato, depose l’abito religioso e ritornò a casa dove pensava di costruirsi una vita al pari degli altri. Pur circondato dall’affetto della tenerissima madre, il suo cuore restava inquieto, perchĂ© i disegni di Dio su di lui erano diversi. Rientrò in convento per la terza volta: misticamente moriva Lucantonio Falcone e nasceva frate Angelo d’Acri. A passi da gigante percorse tutte le tappe di vita religiosa che lo portarono al Sacerdozio, il 10 Aprile del 1700, nell’antica Cattedrale di Cassano allo Jonio.

Beato Angelo

Sulle sue spalle montanare, subito caddero pesanti responsabilitĂ  e delicati incarichi che assolse con impegno e successo: fu Superiore Provinciale dei Cappuccini e per il suo modo di governo venne chiamato “Angelo della pace”. Il suo principale servizio alla Chiesa e all’Ordine Cappuccino, tuttavia, consistette nella predicazione sistematica, per quarant’anni. Era divenuto il missionario piĂą ricercato ed ascoltato dell’Italia meridionale, tanto che si diceva che, quando predicava, “nelle case non ci restavanu mancu li gatti”. La vita di padre Angelo d’Acri è stata una rappresentazione vivente di GesĂą, non tanto esteriore, ma interiore. Le testimonianze giurate ricordano che recitava a memoria la Sacra Scrittura e che ne faceva sempre uso nell’evangelizzazione del popolo. Il 30 ottobre 1739, fisicamente sfinito dalle fatiche apostoliche, se ne volava in Cielo. Il 18 dicembre 1825, papa Leone XII proclamò Beato il Cappuccino di Acri.

Beato Angelo a Roma

 

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