Caso Marlane, il consigliere regionale Giudiceandrea e il ministro Lanzetta: ‘istituire un registro dei tumori’

PRAIA A MARE (CS) – “Solo erbacce, sofferenza e morte intorno alla fabbrica dismessa della Marlane di Praia a mare”.

Dopo la sentenza dei giorni scorsi, in cui sono stati assolti tutti gli imputati perché “il caso non sussiste” si riapre una ferita mai rimarginata ma sempre più sanguinolenta. E’ per questo motivo che il Ministro per gli Affari Regionali, Maria Carmela Lanzetta, ha incontrato ieri a Praia a mare il deputato Ernesto Magorno, i comitati ambientalisti, i sindaci del comprensorio, esponenti della CGIL ed ex lavoratori della fabbrica incriminata. A rappresentare la Regione Calabria, il consigliere Giuseppe Giudiceandrea il quale ha più volte sottolineato in varie note stampa, il suo interessamento al caso Marlane. “Questo è un caso gravissimo – ha detto Giudiceandrea – e sconcertante è la sentenza; naturalmente aspettiamo le motivazioni ma di certo è una sentenza che fa discutere. Sono 107 i morti tra gli operai della fabbrica; dicono che non è sicuro il nesso di causalità ma i morti ci sono stati e l’incidenza di malati di tumore nella zona, è altissima.

“Sono molte le macerie lasciate da tante fabbriche in calabria e molti sono i danni – ha dichiarato Giudiceandrea – La nostra regione è stata purtroppo spesso scambiata per una pattumiera o per una zona da colonizzare e avvelenare a piacimento”. Per quanto riguarda la Marlane, secondo un ex lavoratore intervenuto all’incontro e anch’egli malato di tumore, è sicuro il legame tra causa ed effetto. Gli ambienti erano invasi da polveri, fumi e vapori che venivano respirati dagli operai del reparto tintoria e le scorie sotterrate nottetempo nei terreni circostanti. Di questi stessi operai ne sono sopravvissuti pochi e altri continuano a morire. Tante le accuse dei lavoratori presenti contro i troppi silenzi, spontanei o indotti, di istituzioni e sindacati. Tante le voci e gli appelli inascoltati di attivisti ambientalisti.

“Oggi la fabbrica Marlane – ha detto Giudiceandrea – lascia dietro di sé tanta rabbia soprattutto tanta sofferenza. Insieme all’Ente Regione intenteremo una vertenza civile contro il gruppo Marzotto per il risarcimento dei danni ambientali e nel frattempo ci impegneremo al reperimento di fondi per il risanamento dei suoli inquinati. Se come sembra, i vertici del gruppo hanno presentato delle soluzioni per il risanamento dei siti, ci confronteremo con loro per controllarne i progetti ed eventualmente implementarli e restituire ai cittadini un territorio integro e un ambiente salubre”.

Insieme al ministro Lanzetta, il consigliere regionale Giudiceandrea, ha sottolineato l’importanza di dare vita ad un registro dei tumori per tenere sotto controllo l’incidenza della malattia sul territorio di Praia e dintorni, poi la presenza di una cittadinanza attiva e di una presa, da parte dei cittadini, del governo del territorio ma soprattutto l’istituzione di un tavolo di discussione romano con Regione ,Comuni, Sindacati e comitati ambientalisti su uno dei casi più vergognosi (insieme alle navi dei veleni o alla Pertusola ) che ha ucciso, e continuerà a farlo, il nostro territorio. Intanto il sindaco di Praia Antonio Praticò ha annunciato una ordinanza che impedisce l’ingresso di ogni mezzo meccanico all’interno dell’area antistante la fabbrica fino alla caratterizzazione del sito stesso.