ESCLUSIVA – Viadotto Cannavino: nel ’72 uccise due operai, nel 2017… l’economia della Sila

Per Anas il viadotto non presentava nessun problema strutturale e non era a rischio crollo. Ma poi ha deciso di chiuderlo e di iniziare frettolosamente i lavori di messa in ‘sicurezza’ isolando di fatto, tutto il territorio presilano e silano. Se nel 1972 morirono due operai perchè il ponte di Celico si spezzò al centro, oggi dopo 45 anni, sta uccidendo l’economia della Sila 

 

COSENZA – Le foto che Quicosenza vi mostra in esclusiva risalgono all’agosto del 1972, furono scattate il giorno dopo il crollo, e non sono mai apparse su nessun quotidiano locale, nazionale o online. Sono immagini d’impatto, impressionanti, spaventose, che mostrano il Ponte di Celico letteralmente spezzato al centro, lo stesso punto dove da anni si denuncia un avvallamento pericoloso ed evidente. Una combinazione? Difficile pensarlo raffrontando le immagini del ’72 con quelle di oggi. Le “favole” raccontate da Anas sulla non pericolosità del viadotto Cannavino sulla Statale 107 Silana Crotonese, sono confrontabili con le immagini esclusive che vi mostriamo.

ponte celico 1972 04

Nel 1972 morirono per il cedimento del ponte due operai: Vittorio Bevilacqua, di 33 anni e Angelo Gabriele, cinquantenne, mentre un terzo operaio, il 35enne Francesco Scarpelli, riuscì a salvarsi aggrappandosi ad una grata di ferro e rimanendo sospeso a 120 metri d’altezza. Guardando le immagini è difficile pensare che una tragedia come quella non possa ripetersi. Il punto del cedimento è lo stesso, solo che a 45 anni dalla tragedia che uccise due persone, oggi si registra la “morte” lenta di un’intera economia: quella dell’altopiano silano messo in ginocchio da un ponte, da una serie di rassicurazioni e di fatto, isolato e difficilmente raggiungibile.

La stagione delle Sagre in Sila che sta per iniziare dunque, è seriamente a rischio così come tutto l’introito turistico ed economico del territorio: dalle attività commerciali e di ristorazione alla produzione e al trasporto dei prodotti locali. Anas che per anni ha smentito, controbattuto e replicato sulla pericolosità del viadotto, accampando negli anni giustificazioni quali “non ci sono i soldi” e “il ponte non è a rischio crollo“, continua a lavorare per la sua messa in sicurezza, con interventi in superficie e sottostanti al viadotto, per verificare la stabilità dal punto di vista sismico e idrogeologico. E i lavori sul viadotto, che hanno creato in questi mesi notevoli disagi alla viabilità in Sila e Presila, continueranno ancora per il mese di ottobre.

ponte celico prima e dopo

Quel ponte, lungo 400 metri, costruito su un terreno franoso, che ha ucciso due operai, che è sempre sotto manutenzione e che oggi sta attentando alla vita dell’economia silana, non riapre. E Anas non da risposte. Su quel viadotto è stato fatto di tutto: prove di carico e scarico, chiusure temporanee di una sola carreggiata, chiusure notturne, controlli su controlli, ma ancora il “viadotto della Paura” resta chiuso.

Celico, Rovito e Spezzano della Sila non trovano pace e continuano a fare i conti con l’isolamento. E dopo anni, si è ancora in attesa della risoluzione definitiva alla problematica del Viadotto Cannavino che continua a preoccupare per quegli avvallamenti e per l’abbassamento del piano stradale. Ci rivolgiamo ad Anas che per anni ha affermato “è tutto a posto” per un ponte evidentemente pericoloso, affinché acceleri i lavori per consentire al territorio al quale ha fatto un danno enorme con tanta superficialità nel corso degli anni, di tornare a vivere. E chiediamo una volta per tutte risposte concrete sulla tempistica di riapertura e messa in sicurezza del viadotto ribattezzato “ponte della paura”.

L’unica certezza al momento è che la riapertura del Ponte di Celico, chiuso da mesi, è slittata dal 30 settembre al prossimo 20 ottobre così come comunicato da Anas: il completamento delle lavorazioni oggi in corso relative all’impermeabilizzazione del Viadotto e alla nuova pavimentazione era previsto entro il 30 settembre ma, il ritardo dovuto al rallentamento registrato in agosto da parte dell’appaltatore, si ripercuoterà sui tempi di produzione e posa delle piastre ortotrope, necessarie ad eliminare gli avvallamenti presenti sul piano viabile, e pertanto, tale ultima lavorazione sarà completata entro il 20 ottobre. I lavori hanno subito un rallentamento durante le ultime tre settimane di agosto in quanto l’impresa, nonostante numerosi richiami e ordini di servizio da parte di Anas, ha interrotto le lavorazioni che sono comunque riprese all’inizio del corrente mese di settembre”.

 

FOTO ESCLUSIVE del crollo avvenuto nel 1972

ponte celico 1972 05

ponte celico 1972 03

ponte celico 1972 01