Rossano, assistente capo della Penitenziaria picchiato da un ergastolano

ROSSANO (CS) – Un assistente capo della Polizia penitenziaria è stato aggredito ieri, al rientro delle attività di socialità in comune, da un detenuto ergastolano del circuito ad alta sicurezza.

L’uomo di origine campana, ristretto nella casa di reclusione di Rossano, l’ha colpito con testate, calci e pugni e solo grazie all’intervento di altri operatori è stato evitato il peggio. Il poliziotto è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale dov’è stato visitato e curato, riportando una prognosi di sette giorni. L’episodio è stato reso noto da Gennarino De Fazio, segretario nazionale della Uilpa Penitenziari che parla di “ennesima vile ed immotivata aggressione ad un appartenente al Corpo di polizia penitenziaria, che pur rientrando oggettivamente fra i ‘rischi del mestiere’ è indice di un processo riorganizzativo dell’Amministrazione penitenziaria che se pur ha consentito di superare le censure della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è ancora lungi dall’essere completato”.

“Proprio ieri il Consiglio dei Ministri ha nominato Santi Consolo, già procuratore generale a Catanzaro, Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dopo quasi otto mesi di vacanza. Auspico che questa nomina – sottolinea De Fazio – dia nuova linfa all’iniziale progetto riorganizzativo dell’Amministrazione, ma che si faccia tesoro delle numerosissime osservazioni e proposte avanzate in questi mesi dal Sindacato, anche affinché l’immane sacrificio degli ‘eroi silenziosi’ della Polizia penitenziaria non venga vanificato”.

In merito al caso è intervenuto anche il Sappe: “Chiediamo che l’amministrazione avvii immediatamente il procedimento disciplinare nei confronti del detenuto, oltre alla denuncia penale. Questi episodi devono essere sanzionati in maniera esemplare”. Così Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Damiano Bellucci, segretario nazionale. “Sono sempre di più – proseguono – gli episodi di aggressione contro il personale di polizia penitenziaria, le risse, e le aggressioni tra detenuti, nonché i tentativi di suicidio sventati dal personale di polizia penitenziaria. In Calabria, nel primo semestre 2014, i tentativi di suicidio sono stati due a Catanzaro ed uno a Cosenza, gli atti di autolesionismo otto a Catanzaro, quattro a Castrovillari e sei a Cosenza”.