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Burocrazia lumaca, 7 mesi per sospendere la 104 al miracolato di Piane Crati

PIANE CRATI (CS) – Ricordate la storia Christian Filice? Malato di SLA, dopo un pellegrinaggio a Medjugorje, guarì miracolosamente. Aveva chiesto all’INPS l’immediata sospensione della 104, ma la lenta burocrazia italiana l’ha concessa dopo ben 7 mesi

La sua storia fece in un battibaleno il giro di tutti i TG nazionali e internazionali, facendo gridare al miracolo. Ed in effetti di miracolo vero e proprio si trattò. Cristian Filice, 37enne di Piane Crati, nel cosentino, da 5 anni lottava contro la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), la terribile malattia neurodegenerativa progressiva. L’uomo insieme alla moglie Francesca ed ai suoi due figli, era in pellegrinaggio a Medjugorje quando improvvisamente, avrebbe sentito una voce che lo spingeva a salire sulla collina impervia. Insieme alla moglie e due sacerdoti, affrontò la salita alzandosi da solo dalla carrozzella e camminando verso la grande Statua che segna il punto esatto in cui la Madonna è apparsa ai veggenti. Quando raggiunse la meta da solo i due sacerdoti e la moglie  rimasero sbigottiti. Pochi giorni dopo le condizioni di Filice migliorarono sensibilmente: oltre a deambulare da solo, l’uomo, che in Calabria è anche referente dell’Associazione Aisla di Cosenza, non ebbe più bisogno del respiratore di notte e del sondino naso/gastrico che lo aiutava ad alimentarsi.

Burocrazia lumaca: ben sette mesi per sospendergli la 104

Christian, che percepiva l’indennità di accompagnamento e usufruiva della legge 104, quando lasciò la carrozzina, ne chiese immediatamente la sospensione con la revoca si tutti i benefici, comunicandolo all’INPS con una lettera ufficiale redatta da un legale alla sede romana dell’istituto di previdenza. Il risultato? Incredibilmente l’INPS non solo ha impiegato ben sette mesi per recepire e procedere alla sospensione, nonostante le certificazioni mediche attestassero l’assenza di patologie. Ma forse, non convinta della decisione del malato, aveva disposto ulteriori visite di accertamento. Ironizzando la sua storia Christian Filice ha commentato: “Devo dire che è stato un iter faticoso e non immaginavo assolutamente che passassero tutti questo mesi. È paradossale constatare che ci sia voluto quasi più tempo per rinunciare da sano ai benefici dell’accompagnamento che ottenere il diritto quando la mia malattia era in corso”. Ora, finalmente l’iter è finalmente terminato ed anche le carte certificano che Christian Filice non è più un malato di SLA ma una persona sana.