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Scavi a Tortora: convegno su “Le ricerche nel foro di Blanda”

Si concluderanno con il convegno, in programma venerdì 30 giugno, cinque settimane di scavi sul colle Palècastro

 

 

TORTORA (CS) – L’incontro, che si terrĂ  presso la sala consiliare, alle ore 17.30, è stato organizzato dal Dipartimento di CiviltĂ  Antiche e Moderne dell’UniversitĂ  degli Studi di Messina, con il patrocinio del Comune di Tortora. Tra gli interventi che si susseguiranno nel corso della serata: il sindaco del Comune di Tortora, Pasquale Lamboglia; il Funzionario Archeologo Soprintendenza Archeologia, Simone Marino; il professore DICAM presso l’UniversitĂ  degli Studi di Messina, Fabrizio Mollo; la professoressa DICAM presso l’UniversitĂ  degli Studi di Messina, Mariangela Puglisi; il professore DICAM presso l’UniversitĂ  degli Studi di Messina, Eugenio Donato.

Dalla fine di maggio, il sito di Blanda è stato indagato dal Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, sotto la direzione scientifica del Prof. Fabrizio Mollo, in strettissima collaborazione con il Comune di Tortora che, ancora una volta, ha messo a disposizione attrezzature, ospitalità e supporto logistico, e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, nelle persone del Soprintendente dott. Mario Pagano e del Funzionario Responsabile, dott. Simone Marino.

 

Oltre quaranta ricercatori

Lo scavo ha visto la partecipazione di oltre quaranta ricercatori (studenti, laureati, specializzati e specializzandi) provenienti non solo dall’Università di Messina, ma anche dall’Unical e da altri Atenei italiani. Oggetto delle ricerche la città di Blanda Iulia, colonia di veterani romani, databile alla fine del I sec. a.C., in vita sino all’età di Alarico, come importante centro amministrativo dell’area del golfo di Policastro, nato in seguito alla guerra annibalica, quando fu preso ai Lucani.

Le indagini hanno riguardato ancora l’area del Foro della città romana, con una serie di saggi effettuati per cercare di meglio definire e completare gli interventi effettuati nel 2016.

Sono stati indagati soprattutto i settori sud-ovest e sud-est del Foro stesso, dove sono state intercettate le botteghe che si dispongono intorno ad una porticus triplex, un grande portico coperto, di cui si è individuato un poderoso ed ampio crollo del tetto.

Al fine di meglio comprendere la situazione planimetrica e l’evoluzione della struttura dell’abitato di Blanda, è stata, inoltre, completata l’esplorazione di un edificio pluristratificato che si affaccia sulla plateia A, nel settore meridionale, all’ingresso dell’area del Foro, dove nella prosecuzione della strada è emersa anche la presenza della fogna di epoca romana.

 

L’insediamento indigeno

Le novità più importanti e significative sono riferibili al settore posto alle spalle del tempio A del Capitolium, dove è stato rinvenuto un poderoso livello di materiali arcaici, riferibili ad un abitato enotrio posto sulla parte sommitale del Palècastro.

Si tratta delle prime attestazioni di un insediamento indigeno databile nella prima metà del VI sec. a.C.; una delle più grandi scoperte degli ultimi anni, considerato che per la prima volta è emerso un livello arcaico relativo al 560-550 a.C., più antico delle tombe della prima fase della necropoli, databili invece tra 540 e 520 a.C.; un orizzonte dove i contatti degli indigeni con il mondo greco sono labili e sfuggenti.

Il sito di Blanda sul Palècastro di Tortora, con le fasi enotrio-indigene, lucane e romane tra VI sec. a.C. e sino al VI sec. d.C., rappresenta, insomma, uno dei più importanti insediamenti e palinsesti archeologici della Calabria per livello di indagine, storia dell’insediamento ma anche per il mirabile connubio tra istituzioni (Università di Messina, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Comune di Tortora) che ne fa ormai un modello virtuoso di riferimento.

A conclusione del convegno, verso le ore 19.30, si terrà la visita guidata sul colle Palècastro.

Blanda




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