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118 e malasanità, le prove dalla Procura per la morte del piccolo Carmine

Ancora un caso di malasanità questa volta ancora più tragico e grave trattandosi di un bambino di 8 anni che addirittura ha perso la vita.

 

DIAMANTE (CS) – Un caso grave di malasanità legata al sistema di emergenza urgenza 118 della nostra provincia e per giunta del territorio dell’alto Tirreno cosentino sul quale da anni la Misericordia di Diamante combatte cercando di porre in evidenza, inascoltati, quelle che sono non solo le carenze e lacune della copertura 118 ma anche e soprattutto quelle che sono le criticità derivanti da una simile carenza. “Purtroppo a farne le spese sono i cittadini – scrive la Misericordia di Diamante – che rischiano la vita, a volte perdendola, a causa di una cattiva organizzazione del sistema di emergenza urgenza 118 riguardo al quale questa volta è direttamente la magistratura, a definire l’accaduto come caso di malasanità tanto che il pubblico ministero Fasano ha chiesto il rinvio giudizio per le persone indagate tra le quali anche l’intero equipaggio dell’ambulanza del 118 che è intervenuta sul luogo dell’evento”.

“A quanto pare questi tragici eventi non sono sufficienti, anche se dovrebbero, a farci riflettere sulle misure da adottare e sui provvedimenti che forse è il caso vengano presi per potenziare il servizio su tutto il territorio della provincia e in particolare sul territorio dell’alto Tirreno cosentino ma in modo definitivo. La cosa che fa rabbrividire e l’apparente sordità di chi invece dovrebbe intervenire e noi – come Misericordia di Diamante – siamo stati e siamo tuttora protagonisti in prima persona di tale atteggiamento; la Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria di Cosenza, per motivi a noi sconosciuti, ha deciso dopo 12 anni che la postazione di Diamante non deve essere rinnovata e soprattutto non deve essere affidata alla Misericordia di Diamante, nonostante colmerebbe un’ampia lacuna del servizio 118; questo è l’unico elemento che ci è dato di sapere e di conoscere e che viene provato anche da un assoluto silenzio da parte del direttore generale Mauro rispetto alle nostre richieste avanzate attraverso i canali ufficiali”.

“Abbiamo più volte proposto delle soluzioni – prosegue la nota – che sarebbero davvero risolutive del problema e che porterebbero il servizio di emergenza urgenza 118 ad essere potenziato su tutto il territorio della provincia a costo praticamente zero portandolo ai livelli di alta qualità e di alta professionalità raggiunti in altre regioni d’Italia. Tuttavia anche in questo dobbiamo fare i conti con la politica, dobbiamo fare i conti con i vari orticelli, dobbiamo fare i conti con il politico di turno al quale viene assegnata l’azienda sanitaria e il suo direttore”.

“Prova ne sia ad esempio la soppressione della postazione 118 di Diamante, il mancato rinnovo della stessa nonostante le varie richieste effettuate dalla Misericordia di Diamante, nonostante i tempi di arrivo delle ambulanze siano aumentati notevolmente su tutto il territorio del comprensorio, nonostante l’alta professionalità che il personale della misericordia di Diamante ha sempre detenuto dandone prova in molteplici contesti di emergenza, nonostante la necessità della postazione è provata dai circa 3000 interventi effettuati in tre anni di servizio. Purtroppo la politica come possiamo notare sia a livello nazionale e ancor più a livello regionale non riesce a dare risposte concrete alla collettività; i problemi aumentano, le soluzioni diminuiscono sempre più, manca la capacità di risolvere difficoltà e situazioni di estremo disagio e, a questo punto, si deve pensare che non ci sia neanche la volontà di risolvere problemi che sono prioritari ma anche di facile risoluzione come quello del 118″.

“A chi dice che il problema è rappresentato dalla scarsa disponibilità economica ed è il primo ostacolo per il potenziamento del servizio 118 bisogna rispondere che questa è un un paravento dietro al quale si nascondono chiaramente delle intenzioni diverse; viviamo in un contesto locale e regionale in cui il rapporto di dipendenza dalla politica è sempre più forte, più voluto e più garantito anche da un’estrema precarietà dei servizi; chiaramente parte della responsabilità di questo stato di cose è dell’elettorato che non si ribella attraverso l’arma del voto ad una simile situazione. È chiaro che viviamo e subiamo sulla nostra pelle una situazione di estremo degrado perché nel momento in cui un bambino di 8 anni perde la vita per il ritardo nei soccorsi, o per l’incapacità nell’affrontare l’emergenza da parte dell’equipaggio, o per il prolungarsi del soccorso a causa delle capacità della centrale operativa di coordinare l’intervento e di riuscire a gestirlo allora li dobbiamo dire che ci troviamo davanti ad una situazione di grande degrado a cui i politici non vogliono mettere mano nonostante siano gli unici che gestiscono la sanità in Calabria”.

“Basta leggere i quotidiani sia locali che nazionali per rabbrividire, ogni giorno si comprende il perché i giovani oggi non vogliono restare nelle nostre terre e vogliono andar via dalla Calabria e dall’Italia; non esiste meritocrazia, troviamo a dirigere e a gestire servizi essenziali, nella pubblica amministrazione e anche nella sanità che è un settore di estrema delicatezza, persone o incompetenti o comunque che non hanno le attitudini idonee per la gestione di determinati servizi. Quanto accaduto al piccolo Carmine – conclude la nota della Misericordia di Diamante – dovrebbe spingere i soggetti deputati, direttore generale dell’ASP, direttore della centrale 118 e politici a porsi delle domande ma nessuno lo fa; noi della Misericordia di Diamante, che da anni denunciamo questo stato di cose, ne paghiamo lo scotto attraverso una estromissione dal servizio nel chiaro stile dei romanzi di Sciascia; chi lo fa è visto sempre di cattivo occhio e oggi o si fa parte di poteri forti e trasversi a quelli dello stato oppure si è tagliati fuori da qualsiasi da qualsiasi tipo di gioco. È chiaro che la magistratura in tutto questo marasma fa quello che può ma spesso e volentieri si tratta di situazioni che sono sfuggite di mano ed alle quali è più difficile porre rimedio”.