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Domani a Tarsia anche Oliverio per presentare la realizzazione del cimitero per i migranti (AUDIO)

Anche il presidente della Regione Oliverio, sarà domani a Tarsia, nel Cosentino, per presentare ufficialmente la realizzazione del cimitero internazionale dei migranti.

 

TARSIA (CS) – “Non potevamo che scegliere questo giorno – spiega il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso – per dare il via alla grande iniziativa umanitaria, in perfetta continuita’ con la tradizione, la storia di accoglienza e solidarietà della nostra piccola comunità”. Dal campo di Ferramonti di Tarsia (il piu’ grande campo di concentramento realizzato dal fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale) al cimitero internazionale dei migranti, Tarsia si candida a terra di pace e solidarietà, come ha sottolineato l’ideatore di questo importante progetto, ai microfoni di Rlb, Franco Corbelli

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ameruso oliverio corbelli

“Questa e’ Tarsia, questa e’ la nostra storia. Per questo, a nome di tutta la mia comunita’ – ha dichiarato il primo cittadino di Tarsia Roberto Ameruso – ringrazio il presidente Oliverio, che ci aiuta a realizzare il cimitero dei migranti, e Franco Corbelli, responsabile del movimento Diritti Civili, che questa grande opera umanitaria ha fortemente voluto, pensando a Tarsia quale luogo ideale e simbolico per realizzarla e ospitarla”.

Secondo Ameruso “il cimitero dei migranti sara’ un esempio di integrazione anche dopo la morte, perche’ in questa grande e significativa struttura cimiteriale, immersa tra gli ulivi secolari e i cipressi, troveranno posto insieme agli immigrati i nostri defunti. Questo e’ il messaggio forte di civilta’, di pace e di speranza che parte da Tarsia, in un momento storico particolarmente difficile con una minaccia terroristica sempre piu’ spietata e diffusa nel mondo. Il 25 aprile insieme al presidente Oliverio, ai due progettisti, l’architetto Fernando Miglietta e l’ingegnere Donato D’Anzi, e naturalmente Corbelli, dopo la manifestazione al campo di Ferramonti, per ufficializzare e illustrare la grande opera umanitaria, ci sposteremo sulla vicina collina, di fronte al Lago e al vecchio cimitero comunale, che ospita anche una parte ebraica, dove su un’area di 30 mila metri quadri sorgera’ il Cimitero internazionale dei Migranti che, ricordo – conclude il sindaco sara’ intitolato al bambino siriano Aylan Kurdi”.

Padre Fedele: a Corbelli dovrebbero dare il Nobel per la Pace

“Solo lui poteva avere il coraggio e la caparbia di lottare per anni per poter realizzare a Tarsia quella straordinaria opera, il Cimitero dei Migranti, per dare una degna sepoltura a tutti quei poveri e sfortunati immigrati che perdono la vita nei loro viaggi della speranza. Corbelli non regala solo il latte ai nostri bambini poveri ma da’ una speranza agli ultimi, agli emarginati, alle vittime delle ingiustizie. Lui e’ umilmente sempre pronto a combattere per difendere i loro diritti. Grazie Franco, amico mio fraterno”. Lo dice padre Fedele Bisceglia riferendosi al presidente del movimento Diritti Civili, promotore della realizzazione del cimitero dei Migranti a Tarsia, nel Cosentino. “Sono appena rientrato da un viaggio in Canada e negli Stati Uniti, a Toronto e New York, dove sono stato accolto – dice – molto calorosamente e dove ho avuto la possibilita’ e la gioia di incontrare tanti calabresi e tanti altri amici”.

“Il tempo di rientrare in citta’, nella nostra Cosenza, riabbracciare Teresa, Giovanni e i nostri fratelli poveri, e ho avuto la solita, bella sorpresa da parte di una persona a me tanto cara, Franco Corbelli, il fondatore del Movimento Diritti Civili, che voglio pubblicamente ringraziare per il suo ennesimo gesto di solidarieta’. Sono quasi 40 anni che lo conosco, da quando era un ragazzo e, con il suo giornale e la sua generosita’, mi aiutava a organizzare le mie campagne umanitarie per l’Africa. Mi e’ stato sempre vicino. Non si e’ mai fermato in tutti questi anni. Non solo ha sempre risposto e aiutato tutte le centinaia e centinaia di persone che in questi anni hanno chiesto il suo aiuto per situazioni di disagio, di ingiustizia, di emarginazione, di malattie. Ha fatto della sua vita una battaglia per la difesa dei diritti civili e umani e una missione al servizio degli ultimi. Lo ha fatto sempre con il cuore. Per la sua instancabile opera umanitaria, di pace e di giustizia, per me, e’ come Papa Francesco. Sempre pronto a combattere – dice ancora – tutte le battaglie giuste, anche le piu’ difficili e impopolari. E’ l’amico sincero dei poveri e degli immigrati. Per questo meriterebbe il Premio Nobel per la Pace. Per quello che fa da 40 anni al servizio della umanita’ piu’ povera e sofferente, dei migranti e della Giustizia del nostro paese”.