Presentata la ristampa del libro ‘Sant’Agata una pieve sull’Esaro’

SANT’AGATA D’ESARO (CS) – Cerimonia toccante quella che si è tenuta a Sant’Agata D’Esaro per l’organizzazione della locale Amministrazione.

L’occasione è stata data dalla presentazione del libro “S.Agata una pieve sull’Esaro”, ristampa del testo originale a tre anni dalla morte dell’autore, Mons. don Antonio Montalto, Arciprete curato di questa comunità per oltre mezzo secolo. Era così un Sant’Agatese e, come concittadino ha voluto ricostruire la storia del suo Paese, di questa ridente comunità della Valle dell’Esaro. Don Antonio era nato a Bisignano, dove aveva vissuto fino alla sua ordinazione sacerdotale, poi incarnato in quella comunità che ha sempre portato nel cuore. Ritornato nel suo luogo d’origine perché ammalato, ha vissuto la sua malattia con estrema lucidità ma mai ad essa piegato o rassegnato. Pur in un esilio “dorato” , come lo definiva, Don Antonio, ha mai dimenticato i suoi affetti legati alla sua vita di parroco. Chiedeva, si informava e, con estrema lucidità leggeva, con gli occhi del conoscitore della realtà e dell’interlocutore, quello che stava succedendo e, rispettoso come sempre, ne soffriva o ne gioia in silenzio. Il giovane sindaco di Sant’Agata, Luca Branda, a 15 giorni dal suo insediamento, il 1 giugno del 2011ha proclamato il lutto cittadino per la morte di don Antonio, interprete dei sentimenti dell’intera città. In quell’occasione ha voluto prendersi un impegno, con Don Antonio e con la sua famiglia ed a nome dell’Amministrazione ha promesso e mantenuto: ristampare “una Pieve sull’Esaro. Così Branda in una dichiarazione: “Questa sera eri li con tutti noi, perchè abbiamo visto e sentito la tua presenza, tra gli sguardi commossi della gente, nelle parole dei tuoi figli spirituali e di chi ti ha ricordato, nel calore e nell’affetto della tua famiglia e dei tuoi amici. Grazie don Antonio per quest’altro dono che hai voluto fare alla Tua Comunità”.

 

Al tavolo a parlare di questo parroco, c’erano anche tre dei suoi figli spirituali: dal suo apostolato sono uscite ben cinque vocazioni: Don Carmelo Terranova, suo successore e vicario episcopale per la pastorale diocesana, Don Ermanno Raimondo, cappellano all’Ospedale di Cetraro, e don Gaetano Fino, parroco a Santa Maria del Cedro e vicario foraneo della forania di Scalea. Al tavolo anche Don Luigi Gazzaneo responsabile archivio storico della diocesi di San Marco e parroco a Cetraro. Don Antonio per lunghi anni ha insegnato al Magistrale di Belvedere. A ricordarlo anche il preside di quell’istituto, il prof. Giorgio Franco. I lavori sono stati conclusi dal vescovo di San Marco Scalea, monsignor Leonardo Bonanno che ha curato anche la prefazione a questa secondo ristampa: “Il vero valore di questo lavoro di storia locale dunque è da ricercarsi nella ricchezza delle fonti di storia ecclesiastica grazie alle benemerite fatiche dell’Arciprete di Sant’Agata d’Esaro, mons. Antonio Montalto, di venerata memoria”. Il Vescovo ha volute rendere merito anche al sacerdote: “A noi oggi custodi morali di questo significativo dono, l’impegno a continuare a lavorare nello spirito e negli insegnamenti che il Curato di Sant’Agata ha offerto nella sua opera di pastore zelante e saggio”. Questo parroco fa ancora parlare di se su face book. La sua pagina, creata da chi gli ha voluto bene, continua a fare discutere: pensare un ultraottantenne, parroco, non avezzo a questi strumenti che continua a vivere su fb. In molti ancora parlano con lui condividendo momenti felici, inserendo foto che vengono condivise, facendogli gli auguri ad ogni festa. Le due comunità, quella di Sant’Agata e Bisignano, in un gemellaggio virtuale, attraverso Don Antonio, ritengono bello avvertire questo senso di protezione che va oltre la morte.

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