Risonanza magnetica bloccata: nove senatori pentastellati presentano interrogazione urgente

Dallo scorso 7 novembre l’Istituto di Scienze Neurologiche di Mangone non eroga più servizi di Risonanza Magnetica. Nove senatori del M5S firmano un’interrogazione urgente per chiedere al Governo quali iniziative intende adottare 

MANGONE (CS) – Nell’Istituto di Scienze neurologiche del Cnr di Mangone, la risonanza magnetica è bloccata dallo scorso 7 novembre, creando grossi disagi ai pazienti che conseguentemente si devono spostare in altri centri o rivolgersi presso strutture private. Di tale problematica se ne sono occupati nove senatori del M5S (primo firmatario Nicola Morra), che hanno presentato un’interrogazione urgente ai Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e salute.

Nel testo integrale qui di seguito (firmato da Morra, Crimi, Endrizzi, Serra, Taverna, Buccarella, Santangelo, Giarrusso, Donno) si legge: 

Senatore nicola morra“Premesso che:

il Consiglio nazionale delle ricerche è un ente pubblico nazionale di ricerca con competenza scientifica generale, vigilato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. È dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa, patrimoniale e contabile. La rete scientifica del CNR è composta da oltre 100 istituti con strutture diffuse su tutto il territorio nazionale;

da notizie apparse sulla stampa (“Il Foglietto della Ricerca” del 10 e 17 novembre 2016, “Quicosenza” dell’11 novembre, “Cosenza.news” dell’11 e 18 novembre, “Gazzetta del Sud” del 12 novembre, “Cronache delle Calabrie” dell’11 e 25 novembre) si è appreso che dal 4 novembre 2016 sarebbero state interrotte le attività di diagnostica per immagini di risonanza magnetica nucleare erogate dall’Istituto di scienze neurologiche (ISN) del CNR di Mangone (Cosenza), attualmente diretto dal dottor Sebastiano Cavallaro. Controlli di qualità e verifica delle condizioni di sicurezza avrebbero evidenziato, per come affermato dallo stesso Cavallaro, che le apparecchiature associate alla risonanza magnetica espongono a pericolo pazienti e lavoratori;

la strumentazione dichiarata pericolosa è a tutt’oggi non attiva, con la conseguente impossibilità di sottoporre i pazienti ad ogni esame di diagnostica per immagini, sia per finalità diagnostiche in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, sia per scopi di ricerca. Risulta infatti che sarebbe stato stipulato regolare contratto di manutenzione solo a guasto avvenuto, in data 18 novembre 2016.

Risulta, altresì, che dal 1° dicembre 2016 la risonanza magnetica sarebbe sprovvista di 3 delle figure di sorveglianza previste dalla normativa, per le quali è stato in passato bandito il reclutamento, ovvero: “Esperto Qualificato per la sorveglianza fisica della protezione contro le radiazioni ionizzanti (D.Lgs. 230/95 e s.m.i.), Esperto in Fisica Medica per la protezione del paziente (D.Lgs. 187/00), Esperto Responsabile per gestione in sicurezza di un sito RM (D.M. 02/08/1991)”.

L’eventuale perdurare delle condizioni di mancata sicurezza dell’impianto o di carenza delle figure di sorveglianza previste dalla legge, inoltre, potrebbe mettere in serio dubbio la validità dell’autorizzazione concessa dalla Regione Calabria all’erogazione delle prestazioni sanitarie e, di conseguenza, anche l’accreditamento della struttura ISN con il Servizio sanitario nazionale, che consente l’erogazione di prestazioni in regime di convenzione con il Servizio sanitario regionale;

risonanzasi è inoltre appreso che negli ultimi 2 anni sarebbero intervenuti nel CNR di Mangone “problemi impiantistici che spaziano dall’assenza di garanzia di continuità elettrica di precisione (necessaria per l’idoneo funzionamento delle numerose attrezzature elettroniche ed elettromedicali di valore presenti nella sede), ai malfunzionamenti degli impianti di climatizzazione”.

La garanzia di continuità elettrica è elemento necessario per il corretto funzionamento dei dispositivi di emergenza e di sicurezza, alimentati dall’energia elettrica, previsti per le aree sottoposte ad attività diagnostica e sanitaria (sistemi di ventilazione di emergenza, sistemi di aspirazione ed evacuazione gas, sistemi di emergenza generici, eccetera);

considerato che, a parere degli interroganti:

sanità e ricerca sono servizi pubblici di primaria importanza e la loro interruzione deve essere sempre ed in ogni modo evitata, e meno che mai tali interruzioni possono dipendere da carenze di manutenzione programmata, dal mancato rispetto di normative sulla sicurezza sul lavoro, dall’assenza di programmazione nell’acquisizione di figure professionali previste per legge (esperto qualificato per la sorveglianza fisica della protezione contro le radiazioni ionizzanti di cui al decreto legislativo n. 230 del 1995, e successive modificazioni e integrazioni; esperto in fisica medica per la protezione del paziente di cui al decreto legislativo n. 187 del 2000; esperto responsabile per gestione in sicurezza di un sito di risonanza magnetica di cui al decreto ministeriale 2 agosto 1991; medico anestesista; eccetera), dall’assenza di programmazione delle necessarie attività di supporto al funzionamento delle strumentazioni di diagnostica a servizio della collettività.

Il rispetto delle numerose norme poste a garanzia del corretto funzionamento e della legittimità dell’operato degli enti pubblici è indispensabile al pari della garanzia di efficienza ed economicità di gestione delle loro attività;

appare ingiustificabile che quanto descritto sia accaduto nel più importante ente pubblico di ricerca del Paese, dotato di una complessa struttura manageriale, articolata su più livelli dal centrale al locale, a garanzia del corretto impiego delle notevoli risorse finanziarie assegnate dalla collettività,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza di quanto descritto e quali iniziative, qualora i fatti rispondano al vero, intenda adottare per garantire l’efficienza e l’efficacia dell’operato dell’Istituto di scienze neurologiche del Consiglio nazionale delle ricerche, anche al fine di accertare e perseguire le eventuali responsabilità degli artefici di tali modalità gestionali;

se e quali iniziative urgenti intenda assumere per l’immediato ripristino dell’importante servizio sanitario pubblico, nonché per garantire la piena ripresa delle attività di ricerca del presidio del CNR in Calabria.”