Consorzi di Bonifica in tilt, in provincia di Cosenza agricoltori senz’acqua e lavoratori non retribuiti

Servizi paralizzati con gravi conseguenze sui raccolti, mentre la Regione Calabria finge di ignorare il dramma degli agricoltori cosentini.

 

COSENZA – Il Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini del Tirreno Cosentino, commissariato da febbraio, è in una situazione di completa paralisi. “Le responsabilità della gestione commissariale – afferma Coldiretti Calabria – va imputata direttamente alla Regione Calabria che nonostante pronunciamenti in sede giurisdinazionale, si ostina a non ripristinare l’autogoverno degli agricoltori. Ci sono fatti gravi ed inauditi che come organizzazione agricola non possiamo sottacere per i danni presenti e futuri che arrecheranno. Il primo riguarda la sospensione, operata da oltre un mese e senza alcuna ragione plausibile, del sevizio irriguo agli agricoltori facendo venir meno proprio l’essenza del Consorzio. La chiusura degli impianti sta causando danni alle produzioni agricole e la conseguente difficoltà a programmare le colture.

 

Il secondo problema sono le ormai ripetute e ferme rivendicazioni del personale dipendente, che non riceve lo stipendio da oltre otto mesi e che attuando lo sciopero bianco non consente una normale attività nello svolgimento dei vari compiti istituzionali del’Ente. Gli agricoltori riscontrano inoltre l’interruzione e i ritardi sull’attività progettuale innovativa programmata dalla precedente Amministrazione Consortile ad esempio sul PSR 2014-2020, ad oggi poi, non è stato approvato il bilancio di previsione 2016 previsto dalla Legge e dallo Statuto. Un inadempimento che in altre situazioni il Dipartimento Risorse Agricole lo ha rubricato come grave irregolarità. Questo sta comportando aggravi nei pagamenti ai fornitori e di fatto ha fatto chiudere i rubinetti alla banca tesoriere che ha richiesto ripetutamente il documento contabile. Ci fermiamo qui – conclude Coldiretti – ma potremmo continuare ancora, gli elementi sono più che sufficienti per chiedere al Presidente della Giunta Regionale e per le competenze alla Direzione Generale del Dipartimento Agricoltura, di intervenire evitando ulteriori afflizioni al territorio, agli agricoltori e dipendenti”.