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Triplice omicidio a Cassano Jonio, ucciso anche un bimbo di 3 anni

CASSANO JONIO (CS) – Le vittime sono un sorvegliato speciale, Giuseppe Iannicelli di 52 anni di Cassano Jonio,  Ibtissa Touss, la compagna 27enne dell’uomo, originaria del Marocco, e ill piccolo Nicola Campolongo, 3 anni, nipote di Iannicelli.

I corpi carbonizzati sono stati trovati stamattina dentro ad un auto bruciata, in una zona di campagna, impervia e difficile da raggiungere. Secondo gli inquirenti le tre persone sarebbero state prima uccise, e poi i corpi sarebbero stati bruciati. Dentro l’auto, una fiat Punto, completamente distrutta, i carabinieri hanno trovato solo i tre scheletri. Di tutte e tre le vittime si erano perse le tracce dallo scorso giovedì. Iannicelli, più volte arrestato per droga, aveva l’obbligo di rimanere in casa dalle 20 alle 8. A lanciare l’allarme per il mancato rientro del padre, è stato uno dei figli dell’uomo che ha presentato denuncia di scomparsa ai carabinieri di Cassano. I militari hanno avviato le ricerche nella zona, e sentito parenti e amici del 52enne. Il bimbo trovato morto è figlio a sua volta, della figlia di Iannicelli, che è detenuta nel carcere di Castrovillari. Sul posto per i rilievi, i carabinieri.

 

I carabinieri che indagano sul triplice omicidio, seguono la pista della droga. Iannicelli infatti, circa 10 anni fa, è stato al centro dell’inchiesta “Borgo pulito” assieme all’ex moglie e venne accusato di essere il capo dell’organizzazione che gestiva l’attività di spaccio nel territorio cassanese. Il suo nome, era anche comparso in alcune informative dell’inchiesta “Galassia”, che coinvolse 181 persone nel cosentino. Anche la figlia, Antonia Iannicelli, madre del bambino vittima anch’egli dell’omicidio, nel 2012 è stata arrestata per motivi di droga. Gli inquirenti, in queste ore, stanno ascoltando i familiari, i congiunti ed i vicini. In merito alla morte del bambino, il sindaco di Cassano allo Ionio, Giovanni Papasso, è intervenuto condannando duramente la crudeltà del gesto: “Sgomento e amarezza. Cassano non è questa. Abbiamo bsogno di aiuto da parte dello Stato. Mai avrei voluto commentare una simile circostanza, perché la nostra città non è questa – esordisce il primo cittadino Giovanni Papasso – Cassano allo Ionio è una comunità di gente onesta e laboriosa e non può essere macchiata da simili episodi delittuosi che, ribadisco, non hanno nulla a che fare con il modo di comportarsi e vivere di questa gente. Sono sbigottito ed addolorato, soprattutto per la ferocia con cui è stato consumato un simile crimine. Cassano, che non vuole più tornare ai tempi più bui della sua storia e che vuole progredire nella tranquillità dell’ordine sociale”.