Moria di pesci a Bisignano. Dalle prime analisi effettuate non vi sarebbero tracce di veleni o agenti inquinanti

A seguito dell’enorme numero di pesci morti rinvenuti in località Frassia a Bisignano, in alveo secondario del Fiume Crati, lo scorso 30 agosto furono subito effettuate le dovute analisi. Dai primi dati emersi sarebbe scongiurato un avvelenamento delle acque

 

BISIGNANO (CS) – Una moria talmente consistente da far pensare ad preoccupante e pericoloso reato ambientale. Dal sopralluogo effettuato lo scorso 30 agosto, infatti, era emerso un quadro piuttosto critico, per non dire inquietante. Numerose carcasse di pesci d’acqua dolce di fondo, della specie Barbus barbus, comunemente conosciuto come Barbo, che vivono di solito in piccoli branchi lungo il corso dei fiumi, nei laghi e nei torrenti con fondale preferibilmente sassoso o ghiaioso erano stati ritrovati morti a bocca aperta. Immediatezze allertate le forze dell’ordine, si era provveduto a contattare il Dipartimento di Cosenza dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno – Servizio Diagnostica Provinciale di Cosenza per le necessarie verifiche del caso.

moria-pesci-bisignano2

Dai primi dati emersi a seguito delle analisi sulle tre carcasse di pesce barbo e dei campioni di acqua prelevati dal torrente, parrebbe scongiurato il pericolo di reato ambientale, visto che non sarebbero state riscontrate alcune tracce di veleni o agenti inquinanti che avrebbero provocato la morte dei pesci.

Ed allora cosa ha provocato l’enorme moria proprio in quella zona del torrente? La morte dei pesci sarebbe da imputare ad alcuni lavori effettuati a monte del fiume Crati. Lavori che avrebbero di fatto diminuito la portata del corso d’acqua, mutando radicalmente l’habitat preferenziale dei pesci che popolano il fiume proprio in quella zona. Il caldo, il mancato riciclo dell’acqua e l’assenza di ossigeno. Sarebbero queste le cause dell’eccezionale moria di pesci. La maggior parte delle carcasse, infatti, è stata rinvenuta in uno tratto del fiume dove l’acqua era poca, la temperatura molto alta e la presenza di ossigeno particolarmente bassa.

moria-pesci-bisignano