Massoni e latitanti, Oliverio ‘pentito’: “Dottore la ‘ndrangheta gliela farà pagare”

GENOVA – Da San Giovanni in Fiore a Cirò era tutto di sua ‘competenza’.

Francesco Oliverio ex raìs del crotonese nello svelare l’attività criminale sull’altopiano silano tra latitanti in fuga e scomode lupare bianche avverte il pm sull’esistenza di corpi paramilitari usati per ‘ripulire’ i Tribunali. Una sorta di servizi segreti delle ‘ndrine legati alla massoneria e ai corpi investigativi dello Stato . Il collaboratore di giustizia ne ha parlato a Genova, nel corso di una deposizione, al pubblico ministero distrettuale titolare sull’inchiesta della presenza della criminalità calabrese nel ponente ligure. “Dottore la ‘ndrangheta gliela farà pagare” e agirà “con gli insospettabili del ‘corpo’ riservato”. Sono queste le parole pronunciate da Francesco Oliverio. Il pentito avrebbe così rivelato l’esistenza di una sorta di “Gladio” delle ‘ndrine, le famiglie che controllano parte di territorio. Oliverio inoltre aggiunge rivolgendosi al pm: ”Vorrei precisare che lei dottore è a rischio. La ‘ndrangheta quando ci saranno sentenze o confische gliela farà pagare, non aspettate che succeda perché poi sarà tardi. Non necessariamente agiscono con criminali, ma il più delle volte con persone insospettabili che vengono definite ‘corpo riservato’ e di cui parlerò in seguito”. Un corpo riservato strettamente legato, secondo le dichiarazioni del pentito, a massoneria e servizi segreti. Da quanto emerso nel corso delle indagini contro i clan di Rossano, il potere di Oliverio pare fosse diffuso anche in Lombardia dove è stato definito il “capo” della ‘ndrina di Seregno. E’ bene ricordare che fu lo stesso Oliverio ad aver fatto riaprire alla Procura di Cosenza le indagini sulla sparizione del giovane di San Giovanni in Fiore, Giuseppe Loria, inghiottito dal nulla nel settembre del 2005.