Speciale emigrazione sul TG2: da Rossano in Germania a bordo di un pullman

ROSSANO (CS) – La valigia non è più quella di cartone,

i mezzi di trasporto non sono più quelli di una volta, il biglietto si può acquistare direttamente su Internet. Eppure si parte, oggi, come 40 anni fa, per trovare un lavoro altrove, lontano dalla propria terra di origine e dagli affetti familiari. Formazione e professionalità riempiono, ora, il bagaglio, anche se non piu’ di cartone! La disoccupazione era ed e’ il motore che spinge i giovani laureati ad imitare i propri genitori: partire per costruirsi un futuro. Storie ed esperienze sempre più comuni che il TG2 DOSSIER, il noto e seguito settimanale RAI di approfondimento, inchieste e reportage ha raccolto nelle scorse settimane tra l’Area Urbana ed il basso ionio, nel viaggio da Rossano in Germania, a bordo dello storico autobus rosso della SIMET.

“PAPÀ PRESTAMI LA VALIGIA”. È, questo, il titolo dello speciale di 46 minuti che andrà in onda domani 17 agosto alle 23,40 su Rai 2. La replica sarà trasmessa lunedi’ 19 agosto alle 10,30. – Un remake. Così si può definire. La giornalista Rai Sandra Bartolin risale, infatti, su quello stesso autobus SIMET che, nel lontano 2001, la porto’ da Rossano a Francoforte per verificare dalla voce viva degli emigranti, durante le 26 ore di viaggio, cosa è cambiato rispetto a quegli anni. Allora si documentava la difficolta’ di alcuni emigranti partiti per la Germania, di tornare qui in Italia per completare il percorso lavorativo intrapreso all’estero ai fini pensionistici. Oggi il filo rosso e’ diverso. Si emigra per studio e formazione, per trovare lavoro, da professionisti.

Alla stazione FS di Rossano, per salutare i passeggeri in partenza con il bus delle ore 13, c’e’ stato anche il Presidente del CDA SIMET Gerardo Smurra insieme a tutto lo staff della storica agenzia viaggi su Viale Luca De Rosis. La nostra ambizione – ha detto Smurra intervistato dalla Bartolin – e’ sempre stata, nei decenni, quella di contribuire a colmare lo storico gap infrastrutturale di questa regione e di questo territorio in particolare, collegando la Calabria ed il Sud con il resto d’Italia e la Germania. Senza mai considerarci alla fine del viaggio, ma anzi con lo spirito imprenditoriale sempre pronto a nuove sfide, riteniamo pero’ – ha continuato – di aver svolto un importante ruolo di collegamento, non solo materiale ma anche di sentimenti, speranze, sacrifici e ambizioni, tra chi partiva e chi restava.

Una novità rispetto al passato, come documentato dai dati forniti dai centri per l’impiego di Rossano e Corigliano: se prima si preferiva trovare lavoro praticamente sotto casa, oggi si registra una maggiore disponibilità alla mobilità. È il caso di Giuseppe Scura, rossanese, ingegnere civile formatosi prima all’Unical, poi al Politecnico di Torino e per elaborare la sua tesi negli USA. A pochi mesi dalla laurea è stato chiamato a lavorare a Vienna in una multinazionale. Giuseppe e Mariateresa, la sorella biologa laureatasi anche lei all’Università della Calabria con il massimo dei voti, lavora tanto ma viene pagata poco. Anche la sua condizione di donna calabrese non le ha del tutto permesso di puntare subito all’estero, ma ha incoraggiato il fratello a partire per realizzare un sogno che, dunque, e’ anche un po’ il suo. Il padre e’ partito anni fa con la “valigia di cartone” e il Crotone-Milano. Giuseppe partira’ ora in aereo e con l’umilta’ trasmessagli dal genitore.

Accompagnata dall’operatore Agostino Fuscaldo, la Bartolin ha raccolto 30 testimonianze in 4 giorni tra Rossano, Corigliano, Cariati, Acri, Sicilia, Stoccarda, Monaco e Francoforte. A Cariati, seduti al tavolino di un bar ascolta e registra le esperienze di Andrea Calabro’, nato ad Hagen in Germania da genitori cariatesi emigrati, il padre operaio in una fabbrica di cioccolato, la mamma inserviente, da qualche anno e’ docente ordinario di economia e management presso una prestigiosa università tedesca. C’è Cataldo Primocerio, con 20 anni di esperienza nel campo della ristorazione all’estero, titolare di una pizzeria nel centro storico. E’ rimasto nel borgo antico sullo ionio per curare, con l’aiuto della famiglia, la sua attivita’ anche Giuseppe Milillo, classe ’83. Tommaso Dell’Anno, si è laureato in ingegneria informatica, ma la sua terra non gli consente di trovare un’occupazione e la possibilita’ di crescita. Passa da stages a corsi di formazione vari in attesa di tempi migliori. A Monaco, tra le altre, la giornalista ha intervistato un ingegnere siciliano, che ha fatto l’operaio nella foresta nera e si trova in Germania per imparare la lingua.