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“Don…naMi emozioni senza luoghi comuni”, un incontro per dare risposte sui disturbi alimentari

“Don…naMi emozioni senza luoghi comuni”, incontro su: disturbi alimentari, anoressia, bulimia e sport. Una risposta per fare fronte a vere e proprie epidemie che colpiscono soprattutto le donne.

COSENZA – Un incontro promosso dalle associazioni Ganesha, Brutia Libera e Fenix Club A.S.D.
L’incontro, moderato da Rita Mantuano, presidente dell’Associazione Brutia Libera, ed introdotto dai saluti di Francesca Stancati, delegato provinciale CONI, Franca Ferrami, del Comitato di Cosenza dei Centri Sportivi Aziendali e Industriali (C.S.A.In) e Maria Antonietta Gullo, Tesoriere Associazione Brutia Libera.

 

Rita Mantuano, nella sua introduzione ha precisato che l‘incontro fa parte di una serie d’iniziative promosse dall‘associazione Bruzia Libera finalizzate alla sensibilizzazione di problematiche sociali legate alla nostra città. Questo incontro, come ha spiegato Mantuano, nasce soprattutto dal bisogno di dar voce alla vera essenza della donna all’interno della società odierna. Un tentativo per informare tutte quelle donne ancora “intrappolate” in canoni estetici e culturali fin troppo radicati, canoni che tentano di uniformare le modalità di esistenza e il vissuto interiore di ciascuna.

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A seguire è poi intervenuta Maria Giovanna Napoletano, psicologa e psicoterapeuta dell‘Associazione Culturale Ganesha, che ha fatto notare come i disturbi alimentari non rappresentino solo una distorsione dell’immagine corporea, ma debbano essere collegati alla relazione che una persona ha con gli altri. L’anoressia comincia a essere conosciuta fin dalla seconda metà dell’Ottocento e, in seguito, negli anni ’20 del secolo scorso si cominciarono ad analizzare criticamente gli ideali di bellezza veicolati dai media che trasmettevano l’immagine della donna filiforme, come quella descritta da Coco Chanel.

Risale agli anni ’50 la prima vera epidemia di disturbi alimentari. La televisione e media tentano di imporre l’immagine standardizzata di madre e donna, obbligata a svolgere molti ruoli e nello stesso tempo a mantenere la sua attrattività. Spesso in questi anni si è incolpata la famiglia per la sua poca attenzione ad atteggiamenti patologici, ma in realtà l’adolescente si definisce attraverso l’altro e in questo caso l’altro è rappresentato dal genitore cui vuole e non può adeguarsi.

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È poi intervenuta Valentina Mazzuca, biologa e nutrizionista dell’Associazione Culturale Ganesha, che ha affrontato il tema di una corretta nutrizione pediatrica. Alla domanda se ci sia una combinazione alimentare che possa accompagnare il bambino in un percorso corretto dal punto di vista alimentare, Valentina Mazzuca risponde che l’unica cosa che dobbiamo temere è seguire, di generazione in generazione, regole alimentari abitudinarie che possono creare danni nel bambino.
Lo svezzamento attuato, ai nostri giorni, prima possibile spesso trova il bimbo non ancora pronto fisicamente ad assimilare il cibo solido. Se in questi bambini svezzati anticipatamente dovesse esserci un futuro celiaco, certamente non potrà non avere dei problemi con le quantità di cereali ingeriti.

 

Una quantità di sale eccessiva, poi, può creare la predisposizione a uno stato d’ipertensione, con danni alla salute immaginabili. È nell’adolescenza che compaiono i disturbi nutrizionali e tra questi è più frequente la bulimia. Per superare questa patologia, che di solito vede un individuo assumere in alcuni giorni della settima cibi con un apporto calorico eccessivo, non bastano i rimedi usuali (vomito o lassativi), che apparentemente servono a compensare l’errore.
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L’aiuto andrà trovato all’interno del nucleo familiare, nel quale dovrà essere raggiunto un equilibrio psichico che renda possibile intervenire sulle manifestazioni problematiche. Allora è importante informarsi e studiare tutto ciò che può riguardare le corrette combinazioni alimentari, i pericoli dell’assunzione di cibi raffinati, il cui consumo può portare a patologie abbastanza serie. La soluzione non sta solo nel biologico (termine assai abusato) ma soprattutto nel mangiare poche cose ma buone, ricordando che tutto fa ingrassare e tutto fa dimagrire: serve solo l’equilibrio. La dieta, nella sua corretta accezione, è e deve tornare a essere uno stile di vita e non un elenco di sacrifici e privazioni.
L’ultimo intervento dell’incontro è toccato a Monica Capizzano, responsabile del Progetto “Sport e Legalità” dell’associazione sportiva Fenix Club A.S.D. La dottoressa Capizzano ha messo in evidenza come lo sport riesca a intervenire tra adolescenti e adulti al fine di evitare l’insorgere di tutti i problemi evidenziati negli interventi precedenti.

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Al riguardo, il suo sogno è stato quello di creare, di ritorno dal lavoro svolto per qualche tempo all’estero, un’associazione che seguisse particolari e utili discipline sportive. Una di queste è il crossfit, una disciplina creata negli Stati Uniti negli anni ’70 e divenuta popolare negli anni ’90, che consiste in un programma di discipline diverse finalizzato al rafforzamento e al condizionamento fisico pensato per aiutare le persone a conquistare un benessere completo e generale.
Alle persone che si sono avvicinate alle discipline sportive, per ragioni estetiche o di perdita di peso, è stato chiarito che il problema da risolvere sta nell’immagine errata che avevano di loro stessi e che era necessario vedere e accettare lo sport in una maniera diversa: chi fa sport deve recuperare il rispetto e l’accettazione di se stesso e deve significare vivere bene la propria esistenza. Ad Anna Canè, vicepresidente dell’Associazione Brutia Libera, è stato, infine, affidato il compito di leggere, tra un intervento e l’altro, alcune pagine tratte da studi scientifici o documenti presenti in rete, dove molti sono i siti dedicati ai disturbi alimentari, come anoressia e bulimia.